ΤΟ ΝΕΟ ΠΡΟΓΡΑΜΜΑ 2010-11

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EUROART PRESS 1: ΤΟ ΝΕΟ ΠΡΟΓΡΑΜΜΑ 2010-11 ART-ACT

art-act THE NEW PLAN 2010-11

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ΕΠΙΜΕΛΕΙΑ ΥΛΗΣ ΕΠΙΛΟΓΗ ΧΡΗΣΤΟΣ Ν. ΘΕΟΦΙΛΗΣ



[Π. ΓΕΝ.ΓΡΑΜΜΑΤΕΑΣ Ο.Σ.Δ.Ε.Ε.Τ.Ε./ Π.ΤΑΜΙΑΣ ΤΟΥ Ε.Ε.Τ.Ε. / ΜΕΛΟΣ ΠΑΝΕΛΛΗΝΙΑΣ ΕΝΩΣΗΣ ΛΟΓΟΤΕΧΝΩΝ Π.Ε.Λ. / ΜΕΛΟΣ A.I.C.L. ASSOCIATION INTERNATIONALE DE LA CRITIQUE LITTERAIRE /ΕΠΙΜΕΛΗΤΗΣ ΕΚΘΕΣΕΩΝ/ επιμελητής της στήλης 'αυτοπροσδιορισμοί' των σελίδων γράμματα - τέχνες - εικαστικά της εφημερίδας 'η αυγή' και συνεργάτης του περιοδικού ΄Culture΄ της εφημερίδας ‘’ο κόσμος του επενδυτή’’]


Διαβάστε με το ποντίκι, THN ΣΤΗΛΗ 'ΑΥΤΟΠΡΟΣΔΙΟΡΙΣΜΟΙ' ΣΤΗΝ ΕΦΗΜΕΡΙΔΑ ' Η ΑΥΓΗ '

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'ΑΥΤΟΠΡΟΣΔΙΟΡΙΣΜΟΙ'

ΓΙΑ ΤΗΝ ΑΝΑΠΤΥΞΗ ΛΕΙΤΟΥΡΓΙΚΗΣ ΠΟΛΙΤΙΣΜΙΚΗΣ ΑΠΟΨΗΣ.
Η ΣΤΗΛΗ ΛΕΙΤΟΥΡΓΕΙ ΩΣ ΚΕΛΥΦΟΣ ΛΟΓΟΥ – ΟΡΑΜΑΤΟΣ - ΠΡΟΘΕΣΗΣ ΚΑΙ ΚΑΤΑΓΡΑΦΗΣ ΤΟΥ ΧΩΡΟΥ-ΧΡΟΝΟΥ ΠΟΥ ΔΡΑ Ο ΣΥΓΧΡΟΝΟΣ ΔΗΜΙΟΥΡΓΟΣ.
ΟΙ ‘ΣΥΝΔΑΙΤΥΜΟΝΕΣ ‘ ΑΥΤΟΠΡΟΣΔΙΟΡΙΖΟΝΤΑΙ ΚΑΙ ΑΠΟΤΕΛΟΥΝ ΤΟ ΟΧΗΜΑ ΥΛΟΠΟΙΗΣΗΣ ΤΗΣ ΙΔΕΑΣ ΓΙΑ ΑΝΟΙΧΤΟ ΔΙΑΛΟΓΟ.ΠΡΟΤΑΣΗ-ΕΠΙΜΕΛΕΙΑ ΧΡΗΣΤΟΣ Ν. ΘΕΟΦΙΛΗΣ art-act@tellas.gr



11/03/2009 Χαράλαμπος Δαραδήμος ΟΣΔΕΕΤΕ http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=440930


25/03/2009 Γιάννα Γραμματοπούλου ΠΣΑΤ http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=440929

08/04/2009 Μαρία Μαραγκού Eλληνικό τμήμα της Διεθνούς Ένωσης Κριτικών Τέχνης, (ΑICA) http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=445553

15/04/2009 ΜΙΧΑΛΗΣ ΑΡΦΑΡΑΣ http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=441565

22/04/2009 ΓΙΩΡΓΟΣ ΓΥΠΑΡΑΚΗΣ http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=441564

06/05/2009 Μανώλης Ζαχαριουδάκης http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=441563

20/05/2009 ΞΕΝΗΣ ΣΑΧΙΝΗΣ http://www.avgi.gr/NavigateActiongo.action?articleID=441561

Ημερομηνία δημοσίευσης: 03/06/2009 Αννα Χατζηγιαννάκη http://www.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=463805

ΘΑΝΑΣΗΣ ΜΟΥΤΣΟΠΟΥΛΟΣ Ημερομηνία δημοσίευσης: 17/06/2009 http://www.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=468143

ΡΟΓΚΑΚΟΣ ΜΕΓΑΚΛΗΣ http://www.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=492005

ΑΓΡΑΦΙΩΤΗΣ ΔΗΜΟΣΘΕΝΗΣ http://www.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=493924


ΗΛΙΑΣ ΧΑΡΙΣΗΣ Ημερομηνία δημοσίευσης: 07/10/2009 http://www.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=496002

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Αρχειοθήκη ιστολογίου

Σάββατο, 28 Φεβρουαρίου 2009

http://www.paris-art.com/





http://www.paris-art.com/artinfo.php


Galleria Contemporary Concept via San Giorgio, 3 Bologna 051 58 75 311



Prorogata fino al 21 Marzo















STUDIO AZZURRO

GIAN LUCA BECCARI

ROBERT GLIGOROV







Dopo il successo di critica e di pubblico la mostra “I Sing the body electric” verrà prorogata fino al 21 Marzo 2009.





Galleria Contemporary Concept

via San Giorgio, 3 Bologna

051 58 75 311

www.contemporaryconcept.it

Contemporary Concept [ufficiostampa@contemporaryconcept.it]












Sabato 24 gennaio ore 21.00

LIVE MEDIA SHOW



STUDIO AZZURRO

GIAN LUCA BECCARI

ROBERT GLIGOROV







Un grande progetto di live media show viene presentato in occasione di Arte Fiera dalla Galleria Contemporary Concept in collaborazione con il Teatro Auditorium Manzoni (Direzione artistica Giorgio Zagnoni). Si tratta di un progetto che cerca di allargare i confini dell’arte verso forme d’interazione con il mondo dell’elettronica, miscelando musica e immagini, performance e danza, teatro e video installazione. L’interazione tra i codici e i linguaggi ha creato delle espressioni artistiche sempre più complesse con un notevole avvicinamento allo spettacolo e al concerto dal vivo. Tra queste il live media, la modellazione audio e video in tempo reale, è diventato uno snodo centrale d’attuazione per ambiti disciplinari ed applicativi molto diversi fra loro.

Negli spazi della Galleria Contemporary Concept che si apre con coraggio e spirito innovativo a forme di arte al confine tra generi e tecnologie, verranno proiettati dei video selezionati dagli artisti invitati. Nella sede prestigiosa del Teatro Manzoni invece in un'unica imperdibile serata, verranno presentati i live media shows. Nel caso di Studio Azzurro si tratta di un progetto autonomo prodotto e realizzato per l’occasione, mentre nel caso di Gian Luca Beccari e Robert Gligorov si tratta di anteprime in forma live media, di commesse opere musicali e visive che gli artisti stanno ultimando.





Studio Azzurro/ DIGITALBODY - RING



La performance interattiva di Studio Azzurro si svolge su un ring, interpretata da due pugili che, dal vivo daranno il via ad un combattimento davanti a tre grandi schermi. Durante la lotta, concepita come metafora delle difficili relazioni che sempre più spesso portano a vere e proprie ostilità, i due combattenti generano, attraverso un sistema interattivo, una successione di immagini in video proiettate alle loro spalle. Sono immagini estratte dal repertorio visivo di Studio Azzurro che più volte ha trattato il tema della guerra. Differenti sequenze si formano dunque per opera dell’andamento dell’incontro, della quantità di colpi, della loro frequenza.

Il tema della performance viene sviluppato così su due dimensioni contemporaneamente dando la possibilità agli spettatori di confrontare il livello fisico e quello digitale. Ma sarà nell’intervallo tra un round e l’altro, nel tempo di attesa, di “pace”, di ascolto, che prevarrà il senso di sé, della propria dimensione, del proprio esserci. (Produzione Galleria Contemporary Concept, Bologna)



Gian Luca Beccari / MUTAZIONI

Il lavoro di Beccari ruota attorno al concetto filosofico di “Mutazione” applicato alle forme di identità in continuo cambiamento che le immagini rendono sensibili. “Mutare” vuol dire percorrere una parabola esistenziale il cui inizio e fine non sono definibili e rivela anche il sottile confine tra le apparenze e la concretezza delle cose. Nel fluire ininterrotto dell’esistente, ogni trasformazione, ogni metamorfosi, è un dramma più doloroso della morte vera, perché contiene un’ambiguità sostanziale, in quanto non è né vita né morte. Beccari sviluppa un proprio linguaggio fantastico e simbolico, in cui la memoria e lo spirito delle “Metamorfosi” di Ovidio si fonde con scenari attualissimi e post umani, all’interno di una concezione classica, mediterranea in cui LOGOS, PNEUMA e NOMOS si alternano per edificare forme in continuo cambiamento. Diventa visibile così il pensiero, si materializza la parola in un caleidoscopio d’immagini che appartengono all’inconscio della nostra cultura. (Produzione Teatro Manzoni, Bologna)



Robert Gligorov / MAMMUT

L’artista macedone Robert Gligorov ha creato con l’apporto di numerosi grandi musicisti e i consigli dell’amico Sting, un’opera musicale di complessa strutturazione che possiede tutta la carica di energia e di furore critico che l’artista ha sin qui espresso con le fotografie e le installazioni. Il titolo “Mammut” evocativo nel suo significato semantico e attuale per le tematiche trattate, richiama anche una forza primitiva che soggiace alla patinata realtà contemporanea.

Ogni brano è accompagnato da un video, nel puro stile “Gligoroviano”, provocatorio, spiazzante, inaspettato. Non vi è un genere attribuibile a quest’opera che è uno “spoken word”, unico nel suo genere, svincolato da gabbie melodiche e metriche e soprattutto da esigenze dell’industria discografica. Un lavoro irruente, spontaneo, realizzato in totale libertà creativa, questa è la prima opera musicale dell’artista macedone. (Produzione Galleria Pack, Milano)



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SCHEDA TECNICA DELLA MANIFESTAZIONE





DENOMINAZIONE I SING THE BODY ELECTRIC



artisti Studio azzurro



gian luca beccari



ROBERT GLIGOROV



Progetto a cura Contemporary Concept



CURATORE Valerio Dehò



PERIODO 24 gennaio – 23 febbraio 2009



LUOGHI Galleria d’arte contemporanea Contemporary Concept



Teatro Auditorium Manzoni



CONFERENZA STAMPA Giovedì 22 gennaio ore 12.00

presso il Teatro Auditorium Manzoni





PREVIEW INSTALLAZIONE Venerdì 23 gennaio dalle ore 19.00 alle ore 22.00 (su invito)

presso la Galleria Contemporary Concept

Via San Giorgio, 3 Bologna





INAUGURAZIONE LIVE MEDIA show Sabato 24 gennaio ore 21.00 ingresso 10 € - durata 1h 30’

presso il Teatro Auditorium Manzoni

Via Dè Monari, 1/2 Bologna



OPENING INSTALLAZIONE Sabato 24 gennaio dalle ore 22.30 alle ore 00.30

Art White Night presso la Galleria Contemporary Concept

Via San Giorgio, 3 Bologna



ORARIO GALLERIA LUN – VEN 10.00-12.30 ï 15.30-19.00

SABATO SOLO SU APPUNTAMENTO

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ORGANIZZAZIONE www.contemporaryconcept.it

CONTEMPORARY CONCEPT info@contemporaryconcept.it

Tel. +39 051 5875311



Teatro Auditorium Manzoni www.auditoriumanzoni.it

info@auditoriumanzoni.it



COMUNICAZIONE KALLISTO 204

www.kallisto204.com



RELAZIONI ESTERNE simonagavioli@hotmail.it



SITO WEB EVENTO www.isingthebodyelectric.com

info@isingthebodyelectric.com






I SING THE BODY ELECTRIC

The “Contemporary Concept” art gallery, in harness with the “Manzoni” auditorium (art director Giorgio Zagnoni), will present a big live media show for Art First. The aim of this project is to extend the boundaries of art, to create new forms of interaction with the electronic sphere, through the mix of music and images, performance and ballet, theatre and video installation. The interaction between codes and languages created some artistic expressions progressively elaborates, inducing a remarkable approach to the show and the live concert. The live media, as an audio-visual shaping on real-time, is getting to be the fulcrum of the more different disciplinary fields. In the spaces of the “Contemporary Concept” art gallery, that is bravely opening out to newfangled art forms on the borderline between genres and technologies, will be projected some videos, selected by the guest artists. Instead in the prestigious site of the “Manzoni” auditorium will be presented the live media shows, in one only evening that cannot be renounced. Studio Azzurro will present a specific project, independent and created just for this event, while Gian Luca Beccari and Robert Gligorov will introduce a preview of some audiovisual artworks in progress, in form of live media.

Studio Azzurro / DIGITALBODY - RING

The Studio Azzurro interactive performance is made of an extended ring, two chairs, three screens and two boxers that will really fight. This art work is based on the complex connection between physical and digital body and on their splitting and representation matters. Here Studio Azzurro has taken from his archive a sequence of images relating to the ideas of struggle, challenge and war. All this sequences have been put together to create a kind of visual place that is able to convey the physical nature of the fight. The subject of this performance is developed simultaneously on a double level both physical and digital. The images projected on the screens interact with the boxers, melting the two levels in a new dimension of discovery.
(Production Contemporary Concept art gallery, Bologna)

Gian Luca Beccari / MUTAZIONI

The works of Gian Luca Beccari concern the philosofical concept of the mutation of that identities always changing and sensitized by the images. Here this changing is meant as an elusive existential parable, that shows the thin edge between the look and the concreteness of everything. All kind of metamorphosis looks like a drama worse than death, for his own ambiguity to be neither life nor death, in the continuus fluxus of events. Beccari developes a personal, fantastic and symbolic language, starting from the memories of the Ovidio’s “Metamorphosys” to fuse them with the most contemporary and post human scene. So we can find a classical and mediterranean conception in wich LOGOS, PNEUMA and NOMOS alternate itself to create shapes always changing. The thought became visible, materializing the word into a kaleidoscope of images that belong to the unconscious of our culture.
(Production Auditorium Manzoni, Bologna)


Robert Gligorov / MAMMUT

The macedonian artist Robert Gligorov created a complex musical work that is fool of the same energy and critical rage that define his photos and installations, supported by many great musicians, among wich his friend Sting. The title “Mammut” is suggestive for his semantic meaning and actual for his main themes, recalling a primal strenght submitted to the contemporary reality. Each piece is accompained by a video realized in the tipical style of Gligorov: provocative, wrong-footing, …unexpected. This art work is like a spoken word, unequalled, free of metric or melodic rules and especially of the demands requested by the majors. That’s the first musical artwork of the Macedonian artist: impetuous, spontaneous and realized in a total creative freedom.
(Production Galleria Pack art gallery, Milano)




TECHNICAL CARD OF THE EVENT

NAME I SING THE BODY ELECTRIC

ARTISTS STUDIO AZZURRO

GIAN LUCA BECCARI

ROBERT GLIGOROV

PROJECT CURATED BY Contemporary Concept

CURATOR Valerio Dehò

TERM january 24 - February 23

LOCATIONS Contemporary Concept art gallery

Auditorium Manzoni

PRESS CONFERENCE Thursday 22 January 12 a.m.
Auditorium Manzoni


PREVIEW OF THE INSTALLATION January 23, Friday 7 p.m. - 10 p.m. (on invitation)
Contemporary Concept art gallery
Via San Giorgio, 3 Bologna

LIVE MEDIA SHOW OPENING January 24, Saturday 9 p.m. admittance 10 € - Time: 1h30’
Auditorium Manzoni
Via Dè Monari, 1/2 Bologna

INSTALLATION OPENING January 24, Saturday 10.30 p.m. – 0.30 a.m.
Art White Night Contemporary Concept art gallery
Via San Giorgio, 3 Bologna

THE GALLERY IS OPEN Mon - Fri 10 a.m. - 12.30 p.m. ο 3.30 p.m. – 7.30 p.m.
SAT only on appointment
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ORGANIZATION www.contemporaryconcept.it
CONTEMPORARY CONCEPT info@contemporaryconcept.it
Mobile +39 328 436 2219

AUDITORIUM MANZONI www.auditoriumanzoni.it
info@auditoriumanzoni.it

COMUNICATION KALLISTO 204
www.kallisto204.com

EXTERNAL RELATIONS simonagavioli@hotmail.it

WEB SITE www.isingthebodyelectric.com
info@isingthebodyelectric.com

GALLERIA D’ARTE STUDIO 71 Via Fuxa n. 9 – 90143 Palermo tel. 091 6372862 – studio71pa@tin.it – www.studio71.it









GALLERIA D’ARTE STUDIO 71

Via Fuxa n. 9 – 90143 Palermo

tel. 091 6372862 – studio71pa@tin.it – www.studio71.it







mercoledì 7 gennaio 2009 alle ore 18.00 presso il Teatro Pippo Spicuzza Via Don Orione Palermo, verrà inaugurata la mostra personale di Antonino G. Perricone dal titolo:



Lacerazioni



Si tratta di un gruppo di opere decisamente nuove sia nella scelta tematica che coloristica, Perricone, abbandonando definitivamente le sue volute che lo hanno caratterizzato per oltre venti anni, ora è più libero. La sua mano non indugia più, in maniera esasperante, su una curva della sua ingarbugliata e accattivante massa di trucioli di tornio; egli si fa, invece, interprete di una pittura di movimento giocata in particolare sull’aspetto cromatico alla maniera di Mark Rothko e Hans Richter e in qualche caso attraverso l’automatismo del segno alla maniera di Pollock con la differenza che in Perricone è estremamente ragionato ogni suo gesto sulla tela. E quando di tanto in tanto nelle sue opere affiora una figura primordiale ha la consapevolezza che il suo intervento su quella figura sarà di grande effetto scenografico. Ne parla argomentando la sua scelta estetica, evitando qualsiasi riferimento ad altri artisti anche tra i più grandi.

La mostra inserita nel programma “Quando l’Arte va in scena” è curata da Vinny Scorsone ed è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 presso il Teatro Pippo Spicuzza di Via Don Orione n. 5 - 90142 Palermo tel. 091 544525.









Palermo, 07/01/2009 Studio 71 Palermo

addetto stampa e p.r.

Mariella Calvaruso



Si autorizza la pubblicazione delle

immagini del catalogo allegato

galleria d'arte TOTEM IL CANALE accademia 878/B - 30123 venezia - Part. IVA 01634850273 TEL/FAX +390415223641 - +39041943158



GALLERIA TOTEM - IL CANALE
ACCADEMIA 878/B - 30123 VENEZIA - TEL/FAX 0415223641-041943158
Orario 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00
BRUNO LUCCA

"DOPPIO GIOCO"
10 NOVEMBRE- 20 DICEMBRE 2007

INAUGURAZIONE: SABATO 10 NOVEMBRE - ORE 18.00



IMMAGINI DELLA MOSTRA ALL'INDIRIZZO WWW.TOTEMILCANALE.COM
Sabato 10 novembre si inaugura presso la galleria Totem-Il Canale la mostra personale di Bruno Lucca dal
titolo Doppio Gioco.

Bruno Lucca torna alla galleria Totem di Venezia con una selezione di disegni e di quadri recenti, elaborati con la consueta tecnica dell'olio steso puro sulla tela e sulla carta, una tecnica semplice ma per la quale sono necessari gesti sapienti, fermezza e pazienza; propone inoltre una scelta di disegni – pastello e matita grassa su carta per lo più – nei quali il consueto repertorio dell'artista è declinato in animate grafie, in guizzi che paiono barocchi se paragonati alla ferma classicità dei dipinti; un vibrare di segni che trova nella storia secolare dell'arte veneziana luminosi precedenti e sorprendenti riverberi.

Lucca dipinge silenziose figure umane, colte immobili dallo sguardo; con un'unica stesura di pigmento le riduce a nitide silhouette isolate su di un fondo lasciato sgombro, astratto; sono figure semplici, declinate con discrezione e fermezza eppure stratificate di senso e di storia. Ma, diversamente dalle mostre precedenti, i soggetti protagonisti raddoppiano: la campitura del quadro è occupata ora da coppie di figure che instaurano, incrociando forse lo sguardo, un silenzioso duetto. Lucca cerca in questi nuovi lavori una diversa profondità e, malgrado l'accenno giocoso del titolo, riesce ad amplificare quel senso di sospesa inquietudine che emana sempre dalla sua opera.

Bruno Lucca è un artista coerente, equilibrato, che ha saputo far evolvere negli anni il proprio lavoro spingendo, con la necessaria lentezza, il proprio sguardo ogni volta un poco più oltre la soglia appena varcata; questa mostra si presenta allora come l'indispensabile, nuovo episodio di una storia già importante e senz'altro feconda ancora di nuove scoperte.

Daniele Monarca



"Doppio Gioco" (Double Play) the one-man show of new works by Bruno Lucca will open at the Totem-Il-Canale Gallery on Saturday 10th of November.

Bruno Lucca is back with a selection of recent drawings and paintings done with his usual technique of pure oil on canvas or paper, a simple technique, but it requires patience, a firm hand and skilful mouvements; furthermore he is proposing a choice of drawings, mainly pastels and crayons on paper, in which the usual style of the artist becomes animated with lines, almost baroque if compared to his still classic paintings; vibrations of signs recalling bright and surprising precedents in the Venetian history of Art.

Lucca paints silent human figures, caught immobile by the viewer; they are neat silhouettes isolated on an empty, abstract background, simple figures done firmly and discretely and yet layered with sense and history.

Differently from previous exhibitions, this figures are double: the paintings depict couples that, exchanging looks, are having a silent duet.

Lucca is searching for a different depth in these new works and, in spite of the joyous title, achieves an amplification of that sense of suspended apprehension that always emanates from his paintings.

Bruno Lucca is a coherent and balanced artist that has managed to evolve his work through the years pushing with the necessary slowness his own view just a bit further than the point achieved; this exhibition is the indispensable new step of an already important history and yet promises new discoveries.

Daniele Monarca

AVVERTENZA: Ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Il suo indirizzo si trova nella mailing list di Totem Gallery. Le assicuriamo che i suoi dati saranno da noi trattati con riservatezza e non saranno da noi divulgati. Se non vuole ricevere altre informazioni riguardanti la nostra attività, ci mandi una mail di risposta con oggetto: CANCELLAMI.Grazie.
PLEASE NOTE: In line with the law terms envisaged in Italy (Law 196/2003 – 1/1/2004) about the protection of personal data, we inform you that your e-mail address has been included in the database of Totem Gallery. If you prefer not to receive other informations about our exhibitions, please reply to this e-mail writing as subject: REMOVE. Thank you.

GiaMaArt studio Via Iadonisi, 14 · 82038 VITULANO (BN) · ITALY Tel/Fax: 0824.878665 · Cell: 338.9565828



ETTORE FRANI

VANA IMMAGINE


inaugurazione sabato 28 giugno 2008 - ore 19,30



testo in catalogo: Denis Brandani



dal 28 giugno al 21 settembre 2008



catalogo edizioni GiaMaArt studio



direzione Gianfranco Matarazzo


La galleria GiaMaArt studio presenta: “Vana Immagine”, mostra personale di Ettore Frani. Con oltre 40 opere pittoriche l’artista indaga il tema del paesaggio, inteso non come mera rappresentazione descrittiva di luoghi reali, bensì come riflessione intimista su immagini inconsce. Un teatro mentale in cui emergono, come in una camera obscura, immagini rarefatte e abrase dalla luce, frammenti sottratti alla materia primigenia e condotti - come nella fase alchemica al nero - alla trasformazione.



Dopo il nero “assoluto”, questa nuova produzione di Frani rivela aspetti più malinconici ed evocativi.

Le immagini che l’artista dipinge appaiono come strappate alla pellicola filmica o a quella fotografica, sono copie differenziali della “realtà”, ormai assente e lontana. Luoghi interiori dall’atmosfera desolata, a tratti opprimente o romantica, dove lo spettatore, come davanti a uno schermo, è impedito a qualsiasi relazione che non sia percettiva o fantasmatica. Senza mai apparire in maniera evidente, la figura umana si fa sguardo ed emerge, come traccia residuale, attraverso la proiezione di fragili ed esili ombre.



“Vana Immagine” è il simulacro di una realtà esterna che appare nei modi dell’illusione, sul quale proiettiamo il nostro essere al mondo.



"Nell'ambito dell'inaugurazione della mostra, nel suggestivo giardino della galleria, è previsto un breve reading teatrale dal titolo 'Luce Nera', a cura del Quaderno internazionale di segni contemporanei AltroVerso.
Il reading intende far emergere la dimensione aniconica e letteraria dell'artista visivo Ettore Frani ed è frutto naturale della collaborazione artistica instaurata ngli ultimi quattro anni tra lo stesso artista visivo e il Quaderno internazionale AltroVerso".

GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71 Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo Tel. 091 6372862





GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71

Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo

Tel. 091 6372862

Studio71pa@tin.it – www.studio71.it










COMUNICATO STAMPA

con preghiera di pubblicazione





Sarà aperta da sabato 15 dicembre 2007 alle ore 18.00, presso la Galleria d’arte Studio 71 di Palermo Via Vincenzo Fuxa n. 9, la mostra bipersonale di:



ANGELO DENARO e GILDA GUBIOTTI

Paesaggio da amare



La mostra mira a recuperare quel rapporto intrinseco tra l’uomo e il paesaggio. E’ quindi la scelta non è stata casuale perché la pittura, sia di Angelo Denaro che di Gilda Gubiotti ha molta relazione con questo aspetto della natura, ma mentre nel paesaggio della Gubiotti tutto è improntato al racconto di un mondo tra il fantastico e il reale visto in particolare da una condizione quasi estraniata dal contesto rappresentato Ella infatti il suo paesaggio se lo immagina viaggiando con la fantasia, è come se chiudesse gli occhi lasciando che le mani della mente lo realizzassero. Come un vasaio lo modella con le mani (Gilda lavora il colore direttamente senza l’uso di pennelli o attrezzi analoghi), fino ad avere una visione appagante del suo lavoro sia in termini cromatici che prospettici. Questi nuovi lavori su carta, se mai ce ne fosse bisogno, la confermano pittrice talentuosa.

Di diversa natura è il paesaggio di Angelo Denaro. Abbandonata la sua validissima esperienza artistica di carattere informale, da tempo ormai si dedica al paesaggio e ai suoi aspetti poco agresti Egli infatti predilige porre in evidenza il degrado e l’incuria dell’uomo, la mancanza di rispetto verso un mondo che abbiamo ricevuto in prestito e per quanto possibile dobbiamo fare in modo di riconsegnarlo integro. La sua è una pittura che, pur risultando piacevole e apparentemente accattivante, è un affresco, una denuncia sui mali dell’uomo, sulle sue nefandezze, sulla incapacità di una gestione sana della ricchezza del suolo e del sottosuolo. Quella di Denaro è una pittura pittura, quella per capirci fatta di pennello e cavalletto, quella recuperata ed elaborata dai cassetti mentali, quella a cui non sono concessi ripensamenti. I suoi paesaggi pur se riconoscibili o riconducibili a questa o a quell’altra realtà, sono paesaggi strappati al ricordo e a come eravamo.

La mostra, rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2008 con il seguente orario: dalle 17.00 alle 20.00 festivi esclusi.



Palermo li, 14/12/2007

Studio 71 Palermo

l’addetto stampa e p.r.

info.338 9978521- 333 2737182 Mariella Calvaruso

Galleria M'Arte Pistoia - Asta "Maestri Contemporanei"






La Galleria M’Arte di Pistoia
in collaborazione con la Galleria Pergola Arte di Firenze

presenta l’asta
“MAESTRI CONTEMPORANEI”
25 febbraio – 2 marzo 2008

INAUGURAZIONE lunedì 25 febbraio 2008 ore 18:00
ASTA domenica 2 marzo 2008 ore 17:00

In un’ottica pienamente contemporanea la Galleria M’Arte presenta un’asta nuova e dinamica, offrendo le opere di indiscussi maestri del panorama artistico attuale, affiancati da giovani artisti emergenti già consolidati sia in Italia che all’estero.

Umberto Allori / Marco Antignano / Domenico Asmone / Flavio Bartolozzi / Andrea Bernardoni / Alessia Bianchi / Lilly Brogi / Franco Cappelli / Alfiero Cappellini / Cardelli / Sergio Cavallerin / Giuseppe Chiari / Alessandro Ciantelli / Claudia Contrucci / Anna Hélène Coppi / Ferdinando Coppola / Fabio De Poli / Amerigo Dorel / Alfredo Fabbri / Alberto Fantuzzi / Elena Faralli / Patrizia Fattori / Natale Filannino / Mario Fronteddu (DUMA) / Franco Gaspari / Paolo Gavazzi / Igor Gimenez Vanoli / Nicola Giusfredi / Roberto Greco / Marcello Guasti / J.Hollister / Krimer / Mirando Iacomelli / Stephanie La Roux / Silvio Loffredo / Marcello Lucarelli / Salvatore Magazzini / Malipiero / Loris Manasia / Carmen Manca / Giuseppe Manfredi / Antonio Manzi / Jacopo Misiano Lastraioli / Michele Misiano Lastraioli / Monguzzi / Anna Nigro / Luciano Ori / Cristina Palandri / Silvano Palandri / Silvano Passaglia / Lia Pecchioli / Lamberto Pignotti / Piero Principi / Giovanni Raffaelli / ROSSORAME (A.Pagliarello) / Angelo Sabato / Bruno Saetti / Giuseppe Santucci / Valerio Savino / Carmine Scarinzi / Sguanci / Studio M’Arte / Guido Tasselli / Lorenzo Viani / Zampagnin / Andrea Zannoni

Galleria M’Arte Misiano Lastraioli
Via Frosini 81 – Pistoia (pressi stazione)
Orario galleria: 10:30-12:30 – 16:30-19:30
Informazioni: martegalleria@gmail.com
Tel/fax 0573 934294




In un’ottica pienamente contemporanea la Galleria M’Arte presenta un’asta nuova e dinamica, offrendo le opere di indiscussi maestri del panorama artistico attuale, affiancati da giovani artisti emergenti già consolidati sia in Italia che all’estero.

La ringraziamo per l'attenzione e ci auguriamo che il presente invito sia di Suo gradimento. Questa comunicazione e’ inviata in CNN unicamente a scopo informativo per mostre d'arte ed eventi culturali e non conteniene pubblicita’ commerciale. Gli indirizzi mail sono trattati con la massima riservatezza e NON saranno ceduti a liste ne’ pubblicati in alcun modo, ai sensi L.Privacy 675/96 e D.L.196/03. Abbiamo cura di evitare fastidiosi Invii Multipli ma se cio' avvenisse ci scusiamo anticipatamente pregandoLa di segnalarcelo. In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dalla nostra mailing list rispondendo con una e-mail con oggetto CANCELLA o REMOVE o BORRAR. Una non risposta varra' come consenso alla spedizione dei nostri inviti. Grazie
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We hope that our announcements have aroused your interest and we ensure that your personal data will be held with care and will not be spread nor used for any other purpose. Our announcements are not periodical and are individually sent to subscribers through a mailing-list server. The user has the right to unsubscribe our mailing list in any moment, by sending an e-mail whose object is REMOVE. A non-reply will be considered as a permission to send our announcements. Thanks
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Agradecemos por la atencion y esperamos que esta invitacion sea de Su agrado. Esta comunicacion unicamente es inviada a objetivo informativo por exhibiciones de arte y acontecimientos culturales y no conteniene publicidad comercial. Las direcciones mail es tratado con la maxima discrecion y no seran cedidos a listas ni publicados en ningún modo -Ley Privacy 675/96 e D.L.196/03. Tenemos cura de evitar molestos Envio Multiples pero si eso ocurriera nos disculpamos por adelantado rogandola senalarnoslo. En cada momento será posible ser removidos por nuestro mailing list contestando con mail con objeto BORRAR. Non contestar valdra' como consentimiento al envío de nuestras invitaciones. Gracias

Barcelona - X Salòn Internacional de Invierno - Ediciòn 2009 - 17-30 / 01 / 2009


Barcelona - X Salòn Internacional de Invierno - Ediciòn 2009 - 17-30 / 01 / 2009



La ringraziamo per l'attenzione e ci auguriamo che il presente invito sia di Suo gradimento. Questa comunicazione e’ inviata unicamente a scopo informativo per mostre d'arte ed eventi culturali e non conteniene pubblicita’ commerciale. Gli indirizzi mail sono trattati con la massima riservatezza e NON saranno ceduti a liste ne’ pubblicati in alcun modo (Privacy L.75/96). Abbiamo cura di evitare fastidiosi Invii Multipli ma se ciò avvenisse ci scusiamo anticipatamente pregandoLa di segnalarcelo. Per essere rimossi dalla mailing-list e’ sufficiente rispondere con una mail vuota con oggetto "CANCELLA"

Per contatti e informazioni, scrivere a: info@artevariarte.com



We thank You for the attention and we wish that this invitation both of Your pleasure. This communication is entirely sent to informative purpose for shows of art and cultural events and it is not commercial publicity. Your address mail they are essays with the maximum reservation and they won't be surrendered to lists neither published in some way (Law Privacy 75/96). We have care to avoid annoying Multiple Dispatches but if this happened we in advance excuse there begging to signal us. To be removed by the mailing-list it is enough to answer with an empty mail with object "REMOVE" - Contacts and information: info@artevariarte.com



Agradecemos por la atención y esperamos que esta invitación sea de Su agrado. Esta comunicación únicamente es mandada a objetivo informativo por exhibiciones de arte y acontecimientos culturales y no conteniene publicidad comercial. Las direcciones mail es tratado con la máxima discreción y no serán cedidos a listas ni publicados en ningún modo (Ley Privacy 75/96). Tenemos cura de evitar molestos Envio Multiples pero si eso ocurriera nos disculpamos por adelantado rogándola señalarnoslo. Para ser removidos por la mailing-list es suficiente contestar con un mail vacío con objeto "BORRAR" - Per contactos y informaciones, escribir a: info@artevariarte.com

Bonelli Arte Contemporanea Via Corrado 34 – 46100 Mantova Telefax 0376 244769



Bonelli Arte Contemporanea - Mantova
19 gennaio – 23 febbraio 2008

Oliver Dorfer

Lime Wire

sabato 19 gennaio 2008 ore 18.30


L’arte di Oliver Dorfer arriva alla Galleria Bonelli con un ciclo di una ventina di opere recenti dell’artista austriaco. Nei dipinti di Dorfer (realizzati ad acrilico su una base plastica e trattati con vernici speciali) i soggetti generano altri soggetti, ovvero: dal centro di ciascuna figura rappresentata emergono altre immagini e altri segni come se questi ultimi nascessero dalla figura principale con un loro senso indipendente. La riflessione di Dorfer nasce dalla rielaborazione delle immagini che provengono dei media e che ci affollano la mente (film d’animazione, fumetti, libri illustrati per l’infanzia, graphic design, videogiochi, l’arte di strada, loghi, icone, manga…). Le immagini hanno dimensioni e forme classiche, le composizioni cercano un equilibrio di segni e proporzioni, la tavolozza lavora su una triade di colori mentre le superfici delle sue opere sono il risultato di un lavoro manuale eseguito con colori acrilici. Le chiavi di lettura di questi segni sono molteplici: l’aspetto fumettistico gioca con la sequenza narrativa delle storie mescolando senza alcuna valutazione il “trash” dei fumetti porno con la tradizione del ritratto, l’innocenza gentile dei libri per bambini con l’estetica dei loghi commerciali.

Come scrive il critico Andrea Bruciati nel catalogo trilingue edito in occasione di questa personale: “Testimone dell’incontro fra la cultura popolare dei nuovi media e la storia dell’arte, Oliver Dorfer metabolizza il pervasivo dilagare delle immagini nella dimensione del quotidiano, innervandola nel credo pop secondo una stilizzazione che ricorda i manga giapponesi o certi tag della street art. Le capacità semantiche dei fumetti e dei loghi pubblicitari, la forte valenza accordata alla sintesi del prodotto massificato, sono infatti una chiara prosecuzione di quell’estetica di massa che maestri oramai storici quali Johns, Rosenquist, Warhol hanno ipotizzato e ancor oggi molti artisti sperimentano come codici aperti in continua riqualificazione (si vedano le prove di autori quali Donald Baechler, Paul Morrison, Tadashi Murakami, Yoshitomo Nara)”. E ancora: “Siamo costretti in questo gioco di rimandi puro ed aleatorio a subire il fascino del rimescolarsi ininterrotto di frammenti di testi preesistenti, nel quadro di un nuovo ed inatteso bricolage, il tutto nella migliore tradizione neofigurativa degli anni Ottanta. Rifacendosi alla letteratura, la prosa di Dorfer persegue l’allegoria piuttosto che il simbolo. Essa non si esprime attraverso l’espressione, bensì mediante il rifiuto di quest’ultima, avvalendosi della figura retorica della pausa, secondo modalità che rimandano più ad un’interruzione che ad un discorso compiuto. Si tratta di parabole, come puntualizzerebbe Walter Benjamin, di cui è stata sottratta la chiave; ogni proposizione sembra voler comunicare un enunciato ma nessuna in fondo ne tollera l’interpretazione”.

Aggiunge il filosofo Leo Findeisen (teorico dei media) nella sua estesa dissertazione pubblicata in catalogo: “Oliver Dorfer non dipinge quadri, ma apparecchi visivi. Tale affermazione significa da un lato che nel 2007 egli dipinge ancora, o continua a dipingere; Dorfer appartiene pertanto alla corporazione pittorica dell’arte contemporanea. Dall’altro lato, ciò implica che qui non abbiamo affatto a che fare con immagini e tantomeno con dipinti. Vincerebbe qualsiasi scommessa chi afferma che le sue opere non verranno messe in campo dalla futura critica artistica per provare la presunta morte della pittura, ma piuttosto il suo autonomo ampliamento ed estensione”. E ancora: “In qualità di pittore del presente, Oliver Dorfer conferisce al senso del discorso sulla durata dell’arte una nuova, persino propria forma. Dagli strumenti fino agli apparecchi, dal mondo della pittura delle grotte fino ai libri Pixi e alla magia dei pixel, nell’atelier di Oliver Dorfer vengono ammessi i media antichi e moderni, in modo che imparino a funzionare in simbiosi gli uni con gli altri, liberi di respirare gli uni vicini agli altri”.

Oliver Dorfer è nato nel 1963 a Linz (Austria), dove vive e lavora. È vissuto in India e in Canada e si è laureato in Scienze sociali a Linz.
Tra i numerosi premi che si è aggiudicato si ricordano: il Premio Cagnes-sur-Mer (1994); il Premio Bauholding per l’arte figurativa – Primo premio (1995); il XXVI premio competizione grafica della città di Vienna (1999).

Selezione di mostre recenti:
2007
- Frame-021- Pop it!, Der Puppenspieler, testo di Lothar Schmidt, Vienna/Berlino
- Oliver Dorfer - La nouvelle vague autrichienne, con un testo di Harry Kampianne, Art Actuel, Parigi
- Pics, dalla serie „Edition“, Nr. 5/2007, promosso da Strabag Kunstforum e la Galleria Baukunst, Linz
- Pics, dalla serie „Edition“, Nr. 4/2007, promosso da Strabag Kunstforum e Hilger Contemporary, Linz

2005
- Figur und Wirklichkeit. Wie Österreichs Maler die Welt verwandeln, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck

2004
- PicCbook. Oliver Dorfer, Landesgalerie am Oberösterreichischen Landesmuseum Linz, con testi di Peter Assmann, Martin Hochleitner e Markus Mittringer, Linz

2002
- Doggod. Oliver Dorfer, Galleria Ernst Hilger, Vienna

2001
- Oliver Dorfer. Gemälde und Grafiken (Carborundum), Galleria Éric Devlin, Montreal
- Oliver Dorfer. Neue Bilder, cat. Della mostra: Galleria Baukunst, con un testo di Florian Steininger, Colonia
- Central. artLab: Neue Kunst aus Mitteleuropa, catalogo della mostra, MuseumsQuartier Vienna, con un testo di Michaela Pedratscher, Vienna

2000
- artLab im Traklhaus: Oliver Dorfer, Sieglind Gabriel, Elisabeth Homar, Richard Jurtitsch, Nikolaus Moser, Klaus Stephan, Norbert Trummer, Gerold Tusch, Sebastian Weissenbacher, Gerlind Zeilner, Galerie im Traklhaus / Burgenländische Landesgalerie Eisenstadt, con un testo di Dietgard Grimmer, Salisburgo


Oliver Dorfer
“Lime Wire”
sabato 19 gennaio 2008 ore 18.30
19 gennaio – 23 febbraio 2008

Bonelli Arte Contemporanea
Via Corrado 34 – 46100 Mantova
Telefax 0376 244769
www.bonelliarte.com
info@bonelliarte.com

dal martedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 18.30
sabato dalle ore 16.30 alle 19.30 e su appuntamento. Ingresso libero

catalogo Publi Paolini trilingue (italiano/ inglese/ tedesco)
con testi di Andrea Bruciati e Leo Findeisen

Galleria d’arte Studio 71 Palermo Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo tel. 091 6372862








Galleria d’arte Studio 71 Palermo

Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo tel. 091 6372862

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

La mostra dal titolo: “Sulle ali di un angelo” viene presentata a Palermo dopo la tappa di Montedoro ed è visitabile fino al 7 febbraio 2009 presso la galleria d’arte Studio 71 di Via Fuxa n. 9 Palermo Sono presenti trenta artisti, tra scultori e pittori, sul tema dell’animo religioso che prevale in ogni cristiano: Antonella Affronti, Luciana Anelli, Liana Barbato, Ilaria Caputo, Salvatore Caputo, Sebastiano Caracozzo, Aurelio Caruso, Fabrizio Costanzo, Tanina Cuccia, Michele Cutaia, Giuseppa D’Agostino, Giuseppe Fell, Giovanni Gambino, Mario Gambino, Pippo Giambanco, Anna Kennel, Antonino Liberto, Mario Lo Coco, Lo Verso Maria Pia, Giuseppe Marchese, Franco Montemaggiore, Franco Nocera, Antonino G. Perricone, Salvatore Pizzo, Antonella Pomara, Vanni Quadrio, Saverio Rao, Giuseppe Tuccio, Tiziana Viola Massa e Rosario Vullo. hanno dato una loro personalissima ed efficace interpretazione del sacro. Ma, se un gruppo di artisti ha scelto il tema della Passione, altri hanno preferito puntare sulla Natività che è l’aspetto più peculiare di questi giorni. e gli scultori, ciascuno con il proprio stile e la propria personalità, hanno arricchito la mostra con una nota di buon auspicio. Ma sono gli angeli, così come è nel titolo della mostra, i veri protagonisti di questa rassegna d’arte contemporanea: l’Annunciazione, l’angelo del Marabitti di San Giuseppe dei Teatini di Palermo, l’angelo custode, l’abbandono dell’angelo, l’angelo annunziante della buona novella, si pongono al centro di questo aspetto interessante della mostra. Altri artisti hanno prescelto una religiosità composta nella preghiera. Di diversa e articolata natura è la religiosità espressa da coloro i quali hanno scelto diverse espressioni del sacro. I curatori della mostra, Franco Spena e Vinny Scorsone hanno lasciato liberi gli artisti di interpretare la sacralità, sottolineando come un evento religioso non necessariamente debba trovare spunti in un tema specifico ma, tutti i motivi sono validi e le opere presentate dagli artisti sono riconducibili a un solo divino ispiratore. La mostra è visitabile presso la galleria d’arte Studio 71 Via V.zo Fuxa n .9 dalle 17.00 alle 20.00 fino al 7 febbraio 2009 festivi compresi.

Associazione culturale Studio 71

l’addetto stampa e p.r.

Mariella Calvaruso

Palermo, 16/01/2009



Si autorizza la pubblicazione delle foto allegate

GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71 Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo Tel. 091 6372862



GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71

Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo

Tel. 091 6372862

Studio71pa@tin.it – www.studio71.it










COMUNICATO STAMPA

con preghiera di pubblicazione





Sarà inaugurata Venerdì 30 novembre 2007 alle ore 18.00, presso la Galleria d’arte Studio 71 di Palermo Via Vincenzo Fuxa n. 9, la mostra personale di:



SEBASTIANO CARACOZZO

“INTARSI”



La mostra, realizzata con il contributo della Provincia Regionale di Palermo, presenta n. 20 opere realizzate utilizzando come supporto il broccato. Ne consegue che il fascino di tutti i lavori è dato sia dalla trama del broccato ma anche e soprattutto dalla capacità notevole che l’artista ha posto nel raccordare le diverse tipologie di disegno. Scrive nel suo testo in catalogo Giovanni Matta: “(…) Continuando un’estenuante ricerca ha creato degli “intarsi” pittorici, che Lui ha definito “Etnici” ma che sono in realtà formelle di pittura a piccoli o grandi riquadri, della sua memoria, che formano un insieme originale, gradevole, anche misterioso e lasciano allo sguardo un interesse nel penetrare e comprendere il significato. Certamente forme evolute, originali, dominate da un intreccio di colori e soggetti che lasciano grande spazio all’immaginazione. (…)”.

L’artista, nato a Mistretta in provincia di Messina vive ed opera a Palermo, ha iniziato a dipingere il figurativo con diverse tecniche. Ultimamente realizza i suoi lavori con il tessuto, colore e stucco. Predilige dipingere prevalentemente figure e paesaggi. Ha partecipato a numerose manifestazioni d’arte, organizzate da enti pubblici e privati. Ha eseguito numerosi murales in Sicilia ed in Calabria. Sue opere si trovano, presso i seguenti comuni : Ristretta, Motta d’Affermo, Valledolmo, Palazzo Adriano, Villabate, San Cipirello, Villafranca Tirrena, Reggio Calabria, San Cono, Vallelunga, Assoro, Leonforte, San Giuseppe Jato, e nelle collezioni della Provincia Regionale di Palermo e di Ragusa. Ha partecipato alle seguente rassegne d’arte: Le quattro stagioni nel comune di Resuttano; al “Salotto d’arte all’aperto” nei comuni di : Valledolmo e Sancipirello. Ha partecipato inoltre alla rassegna d’arte “Trenta metri d’arte” ed a: un “calendario artistico per Valledolmo”. E’ ideatore unitamente all’associazione culturale Emiro Arte della mostra itinerante: “E’ qui la natività di Caravaggio?”. Una sua opera, esposta al concorso di pittura, “Oltre il sorriso” dedicato ad Antonello da Messina, è stata acquisita dalla fondazione Mandralisca di Cefalu’. Lo stesso artista ha illustrato alcune copertine di libri, per l’edizione Alapaf. Una sua opera etnica è stata pubblicata sul nr.374 della rivista” Arte della Fabbri editore” ottobre 2004

La mostra, rimarrà aperta fino al 14 dicembre 2007 con il seguente orario: dalle 17.00 alle 20.00 catalogo gratuito in galleria.



Palermo li, 10/11/2007

Studio 71 Palermo

l’addetto stampa e p.r.

info.338 9978521- 333 2737182 Mariella Calvaruso

Bonelli Arte Contemporanea





Bonelli Arte Contemporanea presenta il nuovo progetto di Wainer Vaccari
intitolato IL VOLTO, IL CORPO, IL SEGNO
Oltre trenta opere del pittore modenese saranno esposte
da fine novembre a gennaio 2008 a Mantova.
In concomitanza della mostra sarà presentato un nuovo catalogo
con testi di Walter Guadagnini e Marco Meneguzzo.
Ritratti, figure, corpi in contrasto e in lotta, denti, volti di personaggi noti, questi sono alcuni dei soggetti delle nuove
opere di Wainer Vaccari (Modena 1949), in mostra a Mantova presso Bonelli Arte Contemporanea.
Fino alla metà degli anni ’90 Vaccari inseguiva prevalentemente una modalità figurativa, ricca di riferimenti al
simbolismo, citazioni dall’antica pittura fiamminga.
Poi smessi i panni del descrizionismo si è dedicato all’esplorazione dei codici interni alla pittura. L’immagine resta
protagonista ma è subordinata alla riflessione sul linguaggio, l’impressione è che Wainer Vaccari utilizzi i temi come
pretesti, seppur attraverso una scelta attenta e contemporanea, per indagare e dare sfogo alla pittura. Si arriva alla
fisicità dell’arte, quadri in cui, facendo tesoro di territorialità affini alle arti visive, dal linguaggio e dall’immaginario
mediatico alla lotta e al contrasto, il corpo è contemporaneamente soggetto e oggetto del desiderio.
È il gran teatro della vita ad apparire su queste superfici, a renderle terribilmente attuali senza far perdere loro
l'ambizione di essere in grado di superare la contingenza: e si dice teatro non casualmente, poiché l'importanza della
gestualità in queste tele è davvero fondamentale, è uno dei luoghi sui quali maggiormente si concentra l'attenzione
dell'autore: il gesto del boxeur e quello del rugbista, certo, ma anche quello dell'oratore, della donna di stato,
dell'everyman. Gesti che valgono come espressione dei sentimenti, che valgono come autentico linguaggio del corpo,
gesti privati e gesti pubblici, ancora una volta l'intero bagaglio dell'esperienza del reale che si trasforma in pittura, e per
essere più precisi in pittura di figura. W. Guadagnini
WAINER VACCARI:
IL VOLTO, IL CORPO, IL SEGNO
Bonelli Arte Contemporanea
inaugurazione: sabato 24 novembre 2007 dalle ore 18.00
26 novembre 2007 – metà gennaio 2008
via Corrado 34 . Mantova
info 0376 244769 . info@bonelliarte.com . www.bonelliarte.com
per informazioni e materiale fotografico
adicorbetta comunicazione
press@adicorbetta.org
skype: adicorbetta press
t. 02 89 05 31 49
f. 02 89 05 32 22
Wainer Vaccari è autore della copertina dell’ultimo album di Adriano Celentano
(in uscita a novembre) per la quale ha realizzato una serie di ritratti al cantante
nelle vesti di un boxeur.
L’artista modenese Wainer Vaccari, negli anni Ottanta con il ritorno alla pittura, si afferma sulla scena artistica italiana e
d’oltralpe, in una serie di mostre tra cui: una personale alla Galleria Mazzoli di Modena, la collettiva Scuola di Atene ad
Acireale curata da Achille Bonito Oliva, entrambe del 1983, e la Biennale Trigon che si tiene l’anno seguente a Graz in
Austria.
Con il successo di alcune di queste rassegne trova estesa accoglienza in una serie di gallerie private e in spazi pubblici
all’estero, tra cui: il Kunstverein di Monaco di Baviera, la Galleria Thomas Levy di Amburgo e la Galleria Susan Wyss di
Zurigo.
La sua ricerca pittorica procede fino agli anni Novanta con altre importanti affermazioni in campo internazionale legate a
mostre al Kunsthall di Rotterdam, al Kunstmuseum di Horsens in Danimarca, fino alla prestigiosa acquisizione, di un suo
grande quadro del 1992, da parte dello Steadelik di Amsterdam e alla partecipazione nel 1999 alla XXIII Quadriennale di
Roma.
Quello che si è aperto dopo il 2000 è per il pittore un “nuovo esordio” scandito dal moltiplicarsi delle esposizioni in Italia
e all’estero si ricordano le mostre: alla Galleria Pack di Milano nel 2002, alla Kunsthaus di Amburgo con Fighters, alla
Galleria Hof-Huyser di Amsterdam nel 2005 e l’esposizione Il volto, realtà senza maschere alla Galleria Fabjbasaglia di
Rimini nel 2006.
Infine nel 2007 è invitato alla mostra La Pittura italiana 1968-2007, ideata da Vittorio Sgarbi, a Palazzo Reale di Milano.
Dal 24 novembre a gennaio 2008, presso Bonelli Arte Contemporanea di Mantova è aperta la mostra personale,
intitolata Il volto, il corpo, il segno, mentre per il 2008 è prevista la sua partecipazione alla Biennale di Pechino.
Hanno scritto di lui: Enzo Bargiacchi, Achille Bonito Oliva, Massimo Carboni, Felix Zdenek, Vittorio Sgarbi, Flaminio
Gualdoni, Tommaso Trini, Luca Beatrice, Laura Cherubini, Walter Guadagnini, Marco Meneguzzo.
Wainer Vaccari è nato a Modena nel 1949.
WAINER VACCARI:
IL VOLTO, IL CORPO, IL SEGNO
Bonelli Arte Contemporanea

BONELLI ARTE CONTEMPORANEA

BONELLICONTEMPORARY 943N.Hill Street LOS ANGELES CA90012 T +1 213 793 1291 info@bonellicontemporary.com




davide nido
spider map
march 1st-march 30th

BONELLICONTEMPORARY
943N.Hill Street LOS ANGELES CA90012
T +1 213 793 1291 info@bonellicontemporary.com
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FOR IMMEDIATE RELEASE

SPIDER MAP
March 1– 29 2008
Reception: Saturday March 1 6-9 pm


Los Angeles, March 1 2008

Bonelli Contemporary is pleased to present Davide Nido’s solo show Spider Map.
The image of the web is an ample and ancient figure: it even manages to become a metaphor of expression...and not only that, because as well as being an efficacious image it is also the real structure of life, from the minutest organisms to the most complex societies, keeping everything together.
Ductile, flexible, of infinite shapes yet always recognizable as a “web”, this shape is everywhere, within us and outside us. Davide Nido would appear to have chosen precisely this double register of “within” and “without” with this exhibition, unifying it within the symbol of the “web”. In fact we find ourselves face to face with works that on the one hand specifically recall an organic web of pulsating arteries, we know not whether they are in the body of an ant or a human being, and on the other bring to mind the historical
result of the sedimentation of society: in certain works, in fact, Nido compares maps of certain cities that have a special meaning for him - in this particular case Milan and Los Angeles – so as to restore via this absolutely conventional representation not only the discovery – not his, moreover – of the network for a complex organism like a city but also to underline the complexity and diversity of human relationships, visible even in the conventionality of a city map.
The artist removes all topographical signs, he takes pleasure in the beauty and brilliance of the colours he uses, everything appears to lead to a felicity and ease of composition, yet we can “see” – knowing full well we are dealing with a city – the mingling of personal stories behind a yellow, a red, a blue, or round a corner, or just behind the unification of fine lines which we visualize as being populated by sentiments and not just inhabited by a shiny silicone white. Furthermore the comparison between different webs, that is between different cities, establishes a sort of sedimented, temporal, historical vision for us to look at: in that shape, in that web which is always different and always the same we search for cultural, psychological and geopolitical differences and we recognize them in the differences between one design and another, in the intersections, in the order and disorder in which we imagine that organism matured in, which is nothing more than our social organism.
The web, then, is even more than a metaphor: it is the analogical image of life. Always the same, always different.
Bonelli Contemporary
943 N. Hill Street
936 Mei Ling Way
Los Angeles CA 90012
T +1 213 793 1291
info@bonellicontemporary.com
www.bonellicontemporary.com
Tuesdays through Saturdays 12 to 6.00 pm

ASHOK ART GALLEY – THE NEW HOME OF CONTEMPORARY ART

Artexpo India 2008 is going to be a high profile meeting ground for art dealers, galleries, artists and prospective buyers. This exhibition will play a catalystic role in building the art market in India . The art market is in an expansion phase of its own. Artexpo India 2008 will help to expand the buyer network by creating recognition built on trust and confidence.

Visitors will include collectors, buyers and corporate decision makers and HNI's. These important visitors will be specially invited to attend the show. At least 10,000, quality visitors are expected. Non-invitees would have to purchase the show visitors directory before entering the fair .

Mumbai has been chosen as the location for Artexpo India 2008 as it is the premier art market of the country and also the home of well known individual and corporate art collectors. As a city it has the highest per capita income and is also the highest tax paying region in India.

At Stall no - 15 you will find Ashok Art Gallery, a place for hunting some quality works from all the young fine art stars like Pratul Dash, Binoy Verghese, Sajal Patra, Jenson Anto, Pradosh Swain, Dharmendra Rathore, Baladev Moharatha, Sanjoy Bose, Amna Ilyas, Tapan Dash, Bibhu Patnaik, Sunita Anand Rao, Anup Kumar Chand,Somanath Raut, Kanta Kishore and Gadadhar OJHA.

ASHOK ART GALLEY – THE NEW HOME OF CONTEMPORARY ART

Website : www.ashokartgallery.com
Email : ashokartgallery@gmail.com

STALL NO - 15
Expo - Center the exhibition hall of World Trade Centre, Mumbai.. Area : 25,250 (sq. mt.) of air-conditioned exhibition space

Dates: March 14th - 16th 2008

Time: 11.00 a.m. - 7.00 p.m.

--
Ashok Art Gallery
http://www.ashokartgallery.com
Our Daily Art Blog:
http://ashokartgallery.blogspot.com

What we do to keep people safe in Ashok Art Gallery ?
We are committed to keeping our users as safe as possible when they're using Ashok Art Gallery. Our policies for moderation and handling different types of abuse are regularly reviewed to make sure they're up-to-date and we're always looking at ways of making the safety features on our site better. Last year we became a sponsor of the STANDUP-SPEAKOUT Artshow, Organized by Art Of Living Foundation and United Nations.Organized an International Contenmporary Art Exhibition including artists from USA, The Nederlands, Pakistan and India.We also pay close attention to the Home Office's guidelines, and make sure that we shape up to provide our customer a very familiar and faithful atmosphere to go with.
Ashok Nayak,
Curator and Exhibition Director
www.ashokartgallery.com

Bongiovanni Gallerie




Le Gallerie Bongiovanni
hanno il piacere di invitare la S.V.
Sabato 24 Gennaio 2009
ore 18
all'inaugurazione della mostra

Night Light

con opere di

ALBANESE.DE BONIS.GRELO.EVANGELISTI.PETRACCHI.WILMS

evento organizzato in occasione di Arte Fiera Off - Art White Night

presso Bongiovanni Gallerie
Via Rizzoli 36 - Bologna






comunicato stampa

NIGHT LIGHT
La luce continua….
a cura di Raimonda Z. Bongiovanni con presentazione di Simona Pinelli


Vernice: sabato 24 gennaio ore 18 in occasione di Art White Night di Arte Fiera
Periodo mostra: 22 gennaio 2009 – 7 febbraio 2009
Orario: tutti i giorni 10.00 -13.00 / 16.30 - 19.30; domenica/lunedì mattina chiuso
Sede: Bongiovanni Gallerie, Via Rizzoli 3 (Galleria Acquaderni 3/c-3/d) - 40126 Bologna
Tel. 051264681 - fax. 051264681
www.galleriabongiovanni.com - info@galleriabongiovanni.com

(Bologna, 10 dicembre 2008) Sabato 24 gennaio 2009, Bongiovanni Gallerie inaugura la mostra collettiva NIGHT LIGHT – la luce continua, in occasione di Art White Night, la notte bianca dedicata all’arte nell’ambito di Arte Fiera 2009: dove tutta la città partecipa alla messa in scena dell’arte contemporanea. Bongiovanni Gallerie si inserisce nel programma illuminando questa notte bianca dell’arte con opere tutte dedicate alle diverse interpretazioni della luce.
Night Light costituisce- dopo Homo Lucens - la seconda tappa di nuovo percorso che Bongiovanni Gallerie ha intrapreso sulla ricerca delle nuove tendenza dell’arte contemporanea, grazie soprattutto all’impegno e all’entusiasmo della sua giovane titolare e curatrice Raimonda Z. Bongiovanni che lavora con un team di sole donne. Night Light, infatti, come la precedente mostra di grande successo Homo Lucens, si inserisce nella corrente della Light Art che sempre più si sta attestando sulla scena internazionale.
In Night Light affianco a nomi di grande spessore come Giovanni Albanese ,Nicola Evangelisti e Luigi Petracchi, trovano spazio e vengono fortemente valorizzati giovani di grande talento come Lele De Bonis, Grelo, Nat Wilms.
Un dialogo a più voci per dare vita ed evocare la luce: una luce naturale, artificiale, immaginata o percepita che illumina il buio della notte, quello vero o quello immaginario che è dentro ciascuno di noi, intorno a noi. Le opere sono installazioni site specific, light box e sculture di luce realizzate attraverso un attento studio e l’utilizzo plastico di materiali non convenzionali e nuove tecnologie, modalità uniche ed eccezionali, che sorprendono ed emozionano.
Tecniche e poetiche differenti proposte con grande equilibrio, per illuminare la notte che viene, in un progetto importante di Bongiovanni Gallerie per la valorizzazione del contemporaneo, con lo sguardo rivolto al futuro e al mercato internazionale, per un affrontare con fiducia, nella luce, il mondo che cambia.
Night Light è un’iniziativa che rientra nell’ambito di Arte Fiera OFF la rassegna di iniziative, mostre ed eventi a Bologna durante i giorni di Arte Fiera Art First la principale fiera d’arte moderna e contemporanea d’Italia, una delle principali a livello internazionale

Si allegano immagini fotografiche. Sono a disposizione per la stampa immagini ad alta risoluzione e biografie dettagliate degli artisti.


Ufficio Stampa:
ComunicaMente snc www.comunicamentesnc.it T./F. 05-/6449699
Giulia Fortunato 328.4968057 stampa@comunicamentesnc.it



Night Light – Brevi profili biografici degli artisti

Giovanni Albanese
Nato a Bari il 22 giugno 1959. Vive e lavora a Roma. Nel 2002 ha vinto il Premio Pino Pascali per l'Arte Contemporanea. Ha firmato la regia di "A.A.A. Achille", film scritto con Vincenzo Cerami, con musiche di Nicola Piovani, prodotto da Cecchi Gori; inoltre ha realizzato scenografie cinematografiche (Giovanni Veronesi, "Silenzio si nasce"), teatrali (Antonio Albanese e Michele Serra, "Giù al Nord") e televisive (Syusy Blady e Patrizio Roversi, "Condominio mediterraneo", Format-RAIDUE).
E' titolare della Cattedra di Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Foggia.


Lele De Bonis


Nicola Evangelisti
Nato nel 1972 a Bologna, dove vive e lavora. Svolge una ricerca altamente sperimentale sul tema della luce, che spazia dall’installazione al light-box, dalla fotografia al video, in una linea di stretta connessione con la sfera scientifica. Ha avuto numerosi riconoscimenti sia nazionali che internazionali tra cui il secondo premio al concorso internazionale per la costituzione della Targetti Art Light Collection con il light box Big Bang. Espone sia in personali che in collettive sia in Europa che negli USA.

Grelo
Grelo nasce a Bologna il 18 dicembre 1973; si laurea con lode alla Facoltà di Architettura di Firenze; nel 2002, con l'abilitazione professionale, inizia l'attività di architetto parallelamente a quella pittorica. Sue opere sono presenti in molti istituti bancari, studi professionali, collezioni private ed estere consentendogli di avere un'area di diffusione del collezionismo non solo italiana. E’anche presente nel volume "Arte Moderna- L'arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi- Volume 41", Giorgio Mondadori, 2005. Vive e lavora a Bologna.

Luigi Petracchi


Nat Wilms

paris-art

BONELLI ARTE CONTEMPORANEA vi aspetta ad ARTE FIERA-ART FIRST 2009 Bologna Pad 18 stand D 21




BONELLI ARTE CONTEMPORANEA
vi aspetta ad ARTE FIERA-ART FIRST 2009 Bologna
Pad 18 stand D 21


Arte Fiera Art First Bologna2009
23/26 gennaio 2009
giovedì 22 gennaio dalle 17.00 alle 21.00 Preview ad invito
da venerdì 23 a domenica 25 dalle ore 11.00 alle 19.00 - lunedì 26 dalle 11.00 alle 17.00

Kalfayan Galleries VLASSIS CANIARIS


VLASSIS CANIARIS/Biography

Vlassis Caniaris was born in Athens in 1928. From 1956 to 1960 he lived and studied in Rome and then settled in Paris until 1971. From 1973 to 1975 he lived in Berlin and then returned to Athens where he currently lives and works.

In 1976 he was elected to the Chair of Architecture at the National Technical University where he remained until 1996.


EDUCATION

1959
School of Fine Arts, Rome.
1950-1955
School of Fine Arts (studios of Umbertos Argyros, Yiannis Pappas, Panos Sarafianos and Yiannis Moralis), Athens, Greece.
1946-1950
University of Athens, School of Medicine, Greece.


SELECTED SOLO EXHIBITIONS
2009
“Arivederci – Willkommen”, Kalfayan Galleries, Athens.
“Anniversary - Vlassis Caniaris’ eightieth birthday”, Benaki Museum, Athens.
2003
“Give the People what They Want”, Foundation for Hellenic Culture, New York, U.S.A.
1999
“Vlassis Caniaris: A Retrospective”, National Gallery and Alexandros Soutzos Museum, Athens, Greece.
1996
“Vlassis Caniaris”, Aria Gallery, Cephalonia, Greece.
1995
Art Athina 3, (with Galerie 3), Athens, Greece.
1994
“Caniaris”, Galerie 3, Athens, Greece.
1992
“Vlassis Caniaris: Mes enfants, Neue Gesellschaft für Bildende Kunst”, Staatliche Kunsthalle, Berlin, Germany.
Official Opening of Art Athina, Athens, Greece.
1991
“Caniaris”, Vafopouleio Cultural Center, Thessaloniki, Greece.
“Caniaris”, Paratiritis Gallery, Thessaloniki, Greece.
Karl Ernst Osthaus-Museum, Hagen, Germany.
1989
“Vlassis Caniaris 1956-1959: Reference – Re-Reference”, Titanium Gallery, Athens, Greece.
Municipal Art Gallery, Patras, Greece.
1988
“Vlassis Caniaris”, Macedonian Center of Contemporary Art, Geni Mosque, Thessaloniki, Greece.
1983
“Vlassis Caniaris im Museum am Ostwall”, Dortmund, Germany.
1981
Tracklhaus Galerie, Salzburg, Austria.
Galerie Bama, Paris, France.
1980
“Hélas, Hellas, or The Artist and His Model”, Technohoro Bernier, Athens, Greece.
1975-1976
“Vlassis Caniaris, Gastarbeiter-Fremdarbeiter, Neue Gesellschaft für bildende Kunst Berlin, Berliner Künstlerprogramm des DAAD”, State Museum ‘Gallery of the 20th Century’, Berlin, Germany (exhibition traveled in 1975 to the Heidelberger Kunstverein, the Kunstverein Ingolstadt, the Museum Bochum and in 1976 to the Hannover Kunstverein as well as the Institute of Contemporary Art in London).
1974
Giancarlo Bocchi Gallery, Milan, Italy.
1972
“Vlassis Caniaris”, Poll Gallery, Berlin, Germany.
Galerie Bauer & Pietschner, Bochum, Germany.
1971
“Vlassis Caniaris Grekiskt Vittnesmal”, Moderna Museet, Stockholm, Sweden.
1970
“Vlassis Caniaris”, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, France.
“Caniaris, Sculptures”, Maison des Jeunes et de la Culture, Champigny, France.
“Caniaris”, Galerie Fritzroy, Brussels, Belgium.
1969
“Caniaris”, New Gallery, Athens, Greece.
1964
“Caniaris: Collages – Reliefs”, Florence Houston-Brown Gallery, Paris, France.
“Caniaris: Personages – Objets – Reliefs”, Galerie J, Paris, France
“Caniaris”, Galerie Le Zodiaque, Brussels, Belgium.
1960
Galleria La Tartaruga, Rome, Italy.
1958
“Vlassis Caniaris”, Zygos Gallery, Athens, Greece.


SELECTED GROUP EXHIBITIONS

1999
“Minus-Plus”, Hellenic American Union, Athens, Greece.
1997
“Teachers and Students”, Metamorphosis Gallery, Thessaloniki, Greece.
1996
“Face à l’Histoire 1933-1996”, Centre Georges Pompidou, Paris, France.
“On the Homeland”, Spiti tis Kyprou, Athens, Greece.
“Teachers and Students”, Astrolavos Gallery, Athens, Greece.
1993
“The Child in Modern Greek Art”, National Gallery and Alexander Soutsou Museum, Athens, Greece
1992
“The Open Image: Aspects of Modern Art in Europe after 1945”, Westfälisches Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschichte, Münster, Germany.
“Metamorphosis of the Modern: The Greek Experience”, National Gallery and Alexander Soutsou Museum, Athens, Greece
1988
43rd Biennale of Venice, (together with Nikos Kessanlis), Italy.
1987
“Investigation of New Materials and Means”, Apopsi Gallery, Athens, Greece.
1986
“Features of Post War Art in Greece”, Municipal Gallery, Athens Greece.
1985
“Introductory Chapters in Modern Greek Art: Greek Artists in France”, Municipal Gallery, Rhodes, Greece.
“After Abstraction”, Gallery Nees Morfes, Athens, Greece.
1982
“Europalia-Hellas”, Palais des Beaux Arts, Brussels, Belgium.
1977
Dokumenta 6, Kassel, Germany.
1975
“The Greek Month in London”, Institute of Contemporary Arts (ICA), London, England.
“Eight Artists, Eight Attitudes, Eight Greeks”, Institute of Contemporary Arts (ICA), London, England.
1971
“Caniaris, Rutault, Takis, Télémaque, Titus, Carmel, Vostell”, Galerie Bama, Paris, France.
“Intox”, Maison de la Culture, Grenoble, France.
Salon de Mai, Paris, France.
Galerie Fritzroy, Brussels, Belgium.
1970
“Kunst und Politik”, (traveling exhibition to Karlsruhe, Stuttgart, Bâle, Wupperthal and Frankfurt, Germany).
“Aspects du Racisme”, (traveling exhibition that went to Paris, Brive and other cities), France.
1967
Gallery Prado de l’Ateneo, Madrid, Spain.
“Art Hellénique Contemporain”, Musée Rath, Geneva, Switzerland.
1964
“Three Proposals for a New Greek Sculpture: Caniaris, Danil, Nikos”, Teatro della Fenice, Venice, Italy.
1963
“Caniaris, Contos, Pavlos, Tsoclis”, Stegi Kalon Technon kai Grammaton, Athens, Greece.
“IV Biennale Internazionale d’Arte – Oltre Informale”, San Marino.
1962
“Peintres et Sculpteurs Grecs à Paris”, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, France.
Salon d’Automne, Paris, France.
1961
Galerie Saint Germain, Paris, France.
Salon des Comparaisons, Paris, France.
“Internationale Malerie 1960-61”, Wolframs-Eschenbach, Germany.
“Comparaisons”, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, France.
1960
“Abstrakte Maler aus Paris”, Galerie Am Doom, Frankfurt, Germany.
“Abstrakte Maler aus Paris”, Galerie Gunar, Düsseldorf, Germany.
“Caniaris, Condos, Gaitis, Nikos, Tsoclis”, Galleria il Cancello, Bologna, Italy.
“Mostra Internationale di Arte Astratta”, Pallazo Pretorio, Florence, Italy
“Bogart, Caniaris, Mihailovich, Miotte, Pierakos”, Galerie A.G., Paris, France.
1959
“Art Grec Contemporain”, Galerie Greuze, Paris, France.
“Caniaris, Condos, Gaitis, Nikos, Tsoclis,” Galleria San Carlo, Naples, italy.
1952
Fourth Panhellenic Exhibition, Zappeion Exhibition Hall, Athens, Greece.


Press Release

VLASSIS CANIARIS

“Arrivederci – Willkommen”

Kalfayan Galleries: Haritos 11, Kolonaki, Athens

Preview: Thursday, 26 February 2009, 20.00-22.00
Duration of exhibition: 26 February – 28 March 2009

On Thursday, 26 February, Kalfayan Galleries, 11 Haritos Street, Kolonaki, Athens, between 20:00 and 22:00, will present a solo exhibition of Vlassis Caniaris with an installation titled “Arrivederci – Willkommen”.

Created in 1976 and exhibited in Hanover and Warsaw, this landmark work has never before been shown in Greece. Focusing primarily on the sociological aspect of immigration, Caniaris, in this work, captures the faceless, anonymous emigrants that poured into Germany in the 1960s looking for work and the promise of a better life.

Caniaris’ interest in the plight of man in his everyday life has been evident in his work from the beginning. The terrible mining accident in 1957 in Marcinelle in Belgium, where approximately 400 Italian coal miners lost their lives, affected Caniaris so deeply that he responded by painting a series of abstract works in which he tried to convey the deep emotion this event had triggered in him. Three years later, in a series titled “Walls”, he tried to reconstruct the images and atmosphere of Athens during the German occupation.

In the early 60s he began to use everyday objects in his works and the human figure gradually began to enter his thematic explorations. The first environments were created in 1971 as he turned his attention fully on the problem of the influx of economic emigrants in Germany. In these environments, the artist included all the ordinary objects that people acquire and use to shape their lives –chairs and toys, bicycles and suitcases- attempting through personal observation to reconstruct individual histories, dreams and realities, the burden of economic hardship. And, although there is a strong feeling of alienation in this installation, Caniaris, at the same time, evokes the resilience of the human spirit when confronted with life’s broken dreams and disappointments.

His work today is as timely as ever. As the artist has said about this specific work, “It is not a question of an individual or a country; it is a question of a mechanism which still holds true today. Of course, I must add the irony that at that time we were a country that exported a migrant dynamic and now we are a country that imports. But the situation is the same, it is not new. The problem of migration is age-old and is not encountered in isolated cases but in every country.”


Opening Hours:
Monday & Saturday, 10.00 – 15.00
Tuesday – Friday, 10.00 – 20.00

Δελτίο Τύπου

ΒΛΑΣΗΣ ΚΑΝΙΑΡΗΣ
“Arrivederci – Willkommen”

Kalfayan Galleries: Χάρητος 11, Κολωνάκι, Αθήνα

Εγκαίνια: Πέμπτη 26 Φεβρουαρίου 2009, 20.00-22.00

Διάρκεια έκθεσης: 26 Φεβρουαρίου – 28 Μαρτίου 2009


Την Πέμπτη, 26 Φεβρουαρίου 2009, 20.00 – 22.00, εγκαινιάζεται στην Kalfayan Galleries της Αθήνας, Χάρητος 11, Κολωνάκι, η ατομική έκθεση του Βλάση Κανιάρη “Arrivederci – Willkommen”.

Στην έκθεση παρουσιάζεται η πολύ σημαντική εγκατάσταση/περιβάλλον “Arrivederci – Willkommen” (1976), η οποία έχει εκτεθεί στο Ανόβερο και τη Βαρσοβία, αλλά ποτέ έως σήμερα στην Ελλάδα. Ο Κανιάρης εστιάζει στην κοινωνιολογική πλευρά της μετανάστευσης, στους απρόσωπους, ανώνυμους μετανάστες που κατέκλυσαν τη Γερμανία της δεκαετίας του ’60, αναζητώντας εργασία και την προοπτική μιας καλύτερης ζωής.

Το ενδιαφέρον του Κανιάρη για τις δυσκολίες που αντιμετωπίζει ο άνθρωπος στην καθημερινότητά του, ήταν εμφανές από τα πρώτα έργα του. Το τρομερό δυστύχημα στην Marcinelle του Βελγίου το 1957, όπου περίπου 400 Ιταλοί ανθρακωρύχοι έχασαν τη ζωή τους, είχε σαν αποτέλεσμα τη δημιουργία μίας σειράς αφηρημένων ζωγραφικών έργων, στα οποία προσπάθησε να αποτυπώσει την έντονη συναισθηματική φόρτιση που του προκάλεσε το γεγονός αυτό. Τρία χρόνια αργότερα, στη σειρά έργων με τον τίτλο “Walls”, επιχείρησε να ανακατασκευάσει την ατμόσφαιρα της Αθήνας κατά την διάρκεια της γερμανικής κατοχής.

Στις αρχές της δεκαετίας του ’60, αρχίζει να χρησιμοποιεί στα έργα του αντικείμενα καθημερινής χρήσης και στις θεματικές του αναζητήσεις εμφανίζεται η ανθρώπινη φιγούρα. Οι πρώτες εγκαταστάσεις δημιουργήθηκαν το 1971 όταν η προσοχή του καλλιτέχνη στράφηκε στο πρόβλημα της αυξανόμενης ροής οικονομικών μεταναστών στη Γερμανία. Σε αυτά τα έργα ο καλλιτέχνης εντάσσει αντικείμενα που οι άνθρωποι χρησιμοποιούν στην καθημερινή τους ζωή - καρέκλες και παιχνίδια, ποδήλατα, βαλίτσες - προσπαθώντας δια μέσου μιας προσωπικής παρατήρησης να ανακατασκευάσει ατομικές ιστορίες, όνειρα και αλήθειες, το βάρος της οικονομικής ανέχειας. Στα περιβάλλοντα του Κανιάρη είναι έντονη η αίσθηση της αποξένωσης, ενώ ταυτόχρονα επισημαίνεται η δύναμη του ανθρώπινου πνεύματος όταν έρχεται αντιμέτωπο με κατεστραμμένα όνειρα και απογοητεύσεις.

Σήμερα το έργο του Βλάση Κανιάρη είναι πιο επίκαιρο από ποτέ. Όπως έχει πει ο ίδιος αναφερόμενος στην εγκατάσταση “Arrivederci – Willkommen”: ‘Δεν είναι θέμα ενός ατόμου ή μιας χώρας, είναι θέμα του μηχανισμού που ισχύει και τώρα. Βέβαια προσθέτω το εξής οξύμωρο, ότι τότε εμείς ήμασταν χώρα που εξήγε ένα μεταναστευτικό δυναμικό και τώρα είμαστε η χώρα που εισάγει. Αλλά η εικόνα είναι η ίδια και δεν είναι καινούργια, ούτε εκείνης της εποχής μόνο. Είναι παμπάλαιο αυτό το πρόβλημα της μετανάστευσης, που συναντιέται όχι μόνο διακρατικά αλλά και μέσα σε κάθε χώρα’ .




Ωράριο

Δευτέρα & Σάββατο: 10.00 – 15.00
Τρίτη έως Παρασκευή: 10.00 – 20.00

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ΣΤΕΦΑΝΟΣ ΤΣΙΒΟΠΟΥΛΟΣ

Το Πραγματικό Το Αφήγημα O Αφηγητής
The Real The Story The Storyteller

4 Φεβρουαρίου - 21 Μαρτίου

Η γκαλερί Α.Δ. εγκαινιάζει τη δεύτερη ατομική έκθεση του Στέφανου Τσιβόπουλου στην Ελλάδα, όπου θα παρουσιαστεί το έργο: Untitled (In Plato’s Cave), 2008, βίντεο εγκατάσταση διπλής προβολής.

Το βίντεο Untitled (In Plato’s Cave) έχει γυριστεί στο Βερολίνο, σε ένα ανακατασκευασμένο κινηματογραφικό στούντιο του '40, το οποίο ανασυστήθηκε χρησιμοποιώντας ως αναφορά ιστορικές φωτογραφίες από τα αρχεία των Geyer Berlin. Τα Geyer Berlin αρχικά λειτούργησαν ως εργαστήρια επεξεργασίας και montage κινηματογραφικών ταινιών, ενώ από το '35 και μετά μετατράπηκαν σε κυρίως στούντιο παραγωγής και χρησιμοποιήθηκαν αναλόγως από το Γερμανικό Υπουργείο Προπαγάνδας. Το ανακατασκευασμένο κινηματογραφικό στούντιο στο έργο του Τσιβόπουλου εξοπλίστηκε με αυθεντικά μηχανήματα της δεκαετίας του 1940 από το Μουσείο Κινηματογράφου του Βερολίνου. Σημαντικό στοιχείο του εξοπλισμού ήταν η κάμερα Arriflex 35, η πρώτη φορητή επαγγελματική μηχανή λήψης χειρός. Αυτή η μηχανή λήψης, που κατασκευάστηκε πρωτίστως για να καλύψει τις ανάγκες των πολεμικών ρεπόρτερ, παραπέμπει στο γεγονός ότι η ευρύτερη χρήση της κινηματογραφικής εικόνας συνέβαλε ουσιαστικά στην ανάπτυξη του κινηματογραφικού εξοπλισμού, όπως μηχανές λήψης, μηχανές προβολής, μηχανήματα και τεχνικές μοντάζ. Κατά την περίοδο του Μεγάλου Πολέμου το γερμανικό κοινό συνωστιζόταν στις κινηματογραφικές αίθουσες για να παρακολουθήσει την προέλαση των στρατευμάτων στο ανατολικό μέτωπο.
Στο έργο του Τσιβόπουλου αυτή η ιστορική εκδοχή ενός εργαστηρίου αντιπαρατίθεται με μια σύγχρονη. Το βίντεο Untitled (In Plato’s Cave) αποτελείται από δύο μέρη. Ο ίδιος ηθοποιός υποδύεται τον ρόλο ενός ρεπόρτερ του 1940 και ενός της εποχής μας. Και στα δύο μέρη ο πρωταγωνιστής εμφανίζεται να μοντάρει και τελικά να παρακολουθεί ένα φιλμ μικρού μήκους, το οποίο αποτελείται αποκλειστικά από εκείνες τις ουδέτερες σκηνές, όπως για παράδειγμα φυσικά ή αρχιτεκτονικά τοπία, που χρησιμοποιούνται στο montage ως αφηγηματικές 'γέφυρες' μεταξύ των αμιγώς πολεμικών σκηνών στα διάφορα προπαγανδιστικά φιλμ.

Στο βίντεο Untitled (In Plato’s Cave) ο θεατής καλείται να αναστοχαστεί τον βασικό ρόλο που παίζει η τεχνολογία στη διαδικασία της οπτικής ανακατασκευής και για την ακρίβεια στην πρόσληψη της πραγματικότητας. Μιας πραγματικότητας της οποίας γινόμαστε κοινωνοί μέσω των ηλεκτρονικών μέσων. Στις εκτενείς αναφορές τους για το κινηματογραφικό μέσο, θεωρητικοί της δεκαετίας του 1970, όπως ο Ζαν Λουί Μπωντρύ, άντλησαν στοιχεία από τη ψυχαναλυτική θεωρεία για να χαρακτηρίσουν την κινηματογραφική διάταξη (apparatus) ως ένα τεχνολογικό, θεσμικό και ιδεολογικό σύστημα με ισχυρές επενέργειες ταύτισης και υποκειμενοποίησης. Ο Μπωντρύ διερεύνησε την ομοιότητα μεταξύ της πλατωνικής αλληγορίας του σπηλαίου και της κινηματογραφικής διάταξης. Υπό αυτή την έννοια η κινηματογραφική διάταξη ανάγεται σ’ ένα πρότυπο σύστημα που πλαισιώνει οτιδήποτε μπορεί να γίνει αισθητό, επιθυμητό αλλά και οτιδήποτε μπορεί να υποταχθεί σε κάποιον ή σε κάτι. Δεν είναι απλώς μια μηχανή ονείρων, αλλά ίσως η τελική εκπλήρωση όλων των ιστορικών πλέον εφευρέσεων και η απόλυτη πραγμάτωση κάθε ιστορικής μνήμης. Ίσως θα πρέπει να πιστέψουμε ότι το Χόλλυγουντ είναι όντως το τελικό στάδιο κάθε ουτοπίας, κάθε διαφωτισμού ή η ενσάρκωση της κάθε επιθυμίας, παρούσας ήδη στο πλατωνικό σπήλαιο! Το έργο του Τσιβόπουλου μας καλεί να λάβουμε κριτική θέση απέναντι σε κάθε τέτοιου είδους παραδοχή.

Σωτήρης Μπαχτσετζής
Απόσπασμα από τον κατάλογο Stefanos Tsivopoulos, The Real The Story The Storyteller (2008) (επεξεργασμένη εκδοχή για την παρουσίαση του έργου στην Γκαλερί ΑΔ)


Ο Στέφανος Τσιβόπουλος ολοκλήρωσε την έρευνα και την παραγωγή του έργου Untitled (In Plato’s Cave) στην Γερμανία, με αφορμή το Residency Project Studio Berlin ως υπότροφος του Ολλανδικού Κέντρου Τεχνών.
Πρόσφατα συμμετείχε σε εκθέσεις στις Prometeogallery di Ida Pisani Μιλάνο, Trafo Gallery Βουδαπέστη, ARCO Expanded Box Μαδρίτη, Jette Rudolf Gallery Βερολίνο, International Project Space Μπέρμινγχαμ, HDLU Ζάγκρεμπ, Centre Photographique Παρίσι, Space 437 Πεκίνο μεταξύ άλλων. Το Μουσείο Σύγχρονης Τέχνης του Βελιγραδίου παρουσίασε ατομική του έκθεση που συνοδεύεται από μονογραφία. Επίσης, κέρδισε το βραβείο Golden Cube για την καλύτερη βίντεο εγκατάσταση στο 25ο Documentary Festival στο Kassel.
Το 2009 θα συμμετάσχει στο Open ev+a in Limerick του Limerick και είναι καλεσμένος του Residency Platform Garanti στην Κωνσταντινούπολη.

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STEFANOS TSIVOPOULOS

The Real The Story The Storyteller

4 February - 21 March 2009

AD Gallery proudly presents the second solo exhibition The Real The Story The Storyteller by Stefanos Tsivopoulos(Prague 1973) featuring the work: Untitled (In Plato’s Cave), 2008, two channel video installation.

“Untitled (In Plato’s Cave)”, 2008 is shoot in a reconstructed lab in Berlin, which was made with the use of photographs from archives of Geyer Berlin as reference (initially a cinema post production lab that was converted to the main lab to be used by the German Propaganda Ministry). The lab was equipped with original equipment of the 1940's taken out the Film Museum Berlin. The work features an Arriflex 35, the first professional hand held camera constructed mainly for the needs of war reporters, pointing out the fact that the wider use of the moving image reinforced the development of equipment like cameras, film projectors, editing systems and techniques. During the Second World War people in Germany were flocking to theaters to watch the advancing of the troops in the Eastern Front.
In Tsivopoulos work this historicized version of a lab is juxtaposed to a present one. The actual video consists of two parts, in which the same actor plays both the role of the war reporter of the 1940s and a contemporary one. In both parts he edits and finally watches a short film that consists mainly of cut-aways taken out of propaganda and war film reports. The films show basically neutral images of nature or architecture that exist between war images and are mainly used as passing or editing shots.
The video “Untitled (In Plato’s Cave)” makes us rethink the fundamental role technique plays in a process of visually re-constructing and actually forming our mediated reality. In his account of the cinematographic apparatus Baudry proposes a direct analogy between the spectators and the prisoners in Plato’s allegory of the cave. In these terms the cinematic dispositif becomes the prototype of all dispositifs that frames everything that can be sensed, desired and subjected to. It is not just a dream machine but it incorporates the final accomplishment of the history of inventions and the absolute actualization of all historical memory. We might have to believe that Hollywood is indeed the end station of all enlightened utopia or the incarnation of desire that is already present in Plato’s cave! The work of Tsivopoulos invites us to take a critical stand on such beliefs.

Sotirios Bahtsetzis
Extracts from the catalogue Stefanos Tsivopoulos, The Real The Story The Storyteller (2008) (adapted version for the presentation of the work at AD Gallery)

Stefanos Tsivopoulos completed the research and the production of the work Untitled (In Plato’s Cave) as a fellow of the Dutch Funds for the Visual Arts at the Residency Project Studio Berlin. Recent shows include among others in Prometeogallery di Ida Pisani Milan, Trafo Gallery Budapest, ARCO Expanded Box Madrid, Jette Rudolf Gallery Berlin, International Project Space Birmingham, HDLU Zagreb, Centre Photographique Paris, Space 437 Beijing. He had a solo show at the Museum of Contemporary Art Belgrade, accompanied by a monograph and won the Golden Cube Award for the best video-installation at the 25th Documentary Festival in Kassel.
In 2009 he will participate in the Open ev+a in Limerick and he is invited at the Residency Platform Garanti in Istanbul.


Μια εικόνα αξίζει όσο χίλιες λέξεις

Παίρνω κάποια αξιοπερίεργα γράμματα με το ταχυδρομείο. Προέρχονται από ένα φίλο που έχει ασυνήθιστο γούστο στα είδη χαρτοπωλείου. Αντί να χρησιμοποιεί χαρτί, γράφει στο πίσω μέρος ξεθωριασμένων ασπρόμαυρων φωτογραφιών. Δεν πρόκειται για προσωπικά κειμήλια που ξεκολλάει από το οικογενειακό του άλμπουμ, αλλά για ευρήματα που έχει συλλέξει σε παζάρια. Δεδομένου του μικροσκοπικού τους μεγέθους, με δυσκολία θα τα αποκαλούσε κανείς γράμματα. Τα μηνύματα θυμίζουν πιο πολύ σημειώματα γραμμένα βιαστικά σε post-it, αν όχι sms: «Θα σου τηλεφωνήσω σύντομα». «Βρισκόμαστε την επόμενη βδομάδα;» «Γύρισα από Κωνσταντινούπολη». Γράφει πάντα με μολύβι, λες και το στυλό θα κατέστρεφε τη φωτογραφία ή θα άλλαζε την θέση της στον τόπο της ιστορίας όπου αναπαύεται. Όμως το μολύβι, αν και εφήμερο, τείνει να κάνει τους βιαστικούς χαιρετισμούς του να λειτουργούν ως λεζάντες. Η ασπρόμαυρη εικόνα ταιριάζει με τη γκρίζα γραφή – το φευγαλέο στιγμιότυπο, το εφήμερο του μολυβιού – σαν η εικόνα και το μήνυμα να έρχονταν από τον ίδιο χρόνο. Αρχίζω να περιμένω τηλέφωνο από τις γυναίκες που γελούν καθισμένες πάνω στην κουβέρτα του πικ-νικ και να αναρωτιέμαι γιατί καθυστερούν τόσο. Ανυπομονώ να γνωρίσω τον άντρα που στέκεται στα μεγάλα σκαλοπάτια κρατώντας το καπέλο του στο στήθος. Να γυρίσει τελικά από την Κωνσταντινούπολη, η οικογένεια που λιάζεται στην παραλία. Αν και οι φωτογραφίες δεν είναι παρά το υπόστρωμα της γραφής, δίνουν στα γράμματα μια άλλη ιστορία, μια άλλη χρονικότητα. Το στιγμιότυπο μοιάζει να είναι τωρινό και ταυτόχρονα πολύ παλιό.

Υπάρχει μια παρόμοια γοητεία για τις αρχειακές εικόνες – και μια παρόμοια σύγκρουση χρόνων – στο έργο του Στέφανου Τσιβόπουλου. Η τελευταία του δουλειά, Untitled (In Plato's Cave), 2008, είναι ένα φιλμ στο οποίο συγχωνεύονται σκηνές αρχειακού υλικού με σύγχρονα γυρίσματα, ασπρόμαυρο με έγχρωμο. Ο μοναχικός ανδρικός χαρακτήρας μοιάζει να είναι ένας από τους ταξιδιώτες του χρόνου του H.G. Wells, αν και ταξιδεύει μέσα στην κινηματογραφική ιστορία, ως τεχνικός και θεατής ταυτόχρονα. Είναι η ιστορία του να μοντάρεις και να βλέπεις κινηματογραφημένη πολεμική κάλυψη – μια ιστορία που πηγαίνει από το Δεύτερο Παγκόσμιο Πόλεμο στους σημερινούς πολέμους. Στο πρώτο μέρος, ο άντρας φοράει χακί ρούχα που μοιάζουν με στολή και βλέπει ρωσικό και γερμανικό κινηματογραφημένο υλικό του ’40. Το πιο εντυπωσιακό κομμάτι είναι το πρώτο, στο οποίο μια ομάδα αλεξιπτωτιστών προσγειώνεται σε χιονισμένες βουνοκορφές. Οι αιωρούμενοι άντρες μοιάζουν περισσότερο με σπόρους πικραλίδας που τους παίρνει ο άνεμος και το ασπρόμαυρο φιλμ υπογραμμίζει το εκτυφλωτικό άσπρο του χιονιού και το ανέφικτο να πάρει κανείς άφθονη σοδειά από την καλλιέργεια αυτών των πολεμόχαρων σπόρων. Ο άντρας καθαρίζει το φακό της κάμερας, μοντάρει ένα κομμάτι φιλμ και βλέπει το αποτέλεσμα στην οθόνη, η οποία στην περίπτωσή μας είναι ένα σεντόνι κρεμασμένο αμελώς στον τοίχο. Οι σκηνές κινούνται προς ένα άλλο άσπρο τοπίο αποκοιμισμένων πτυχώσεων. Όπως η σκηνή, τα εργαλεία – η κάμερα, το τρίποδο, τα περιοδικά, το τραπέζι του μοντάζ, οι προβολείς και ο φορητός προτζέκτορας – είναι όλα από τη δεκαετία του ’40. Ο Τσιβόπουλος, αφού δανείστηκε τον εξοπλισμό από το Μουσείο κινηματογράφου του Βερολίνου, ανακατασκεύασε με προσοχή το στούντιο των Geyer Berlin, εργαστήρια κινηματογραφικής post-production, που μετατράπηκαν στα βασικά εργαστήρια που χρησιμοποιήθηκε από το Υπουργείο Προπαγάνδας των Ναζί. Πράγματι η κάμερα, μια αυθεντική Arriflex 35, αναπτύχθηκε ειδικά για το πολεμικό ρεπορτάζ και τα μετέπειτα προπαγανδιστικά φιλμ που θα προβάλλονταν σε σινεμά σε όλο το Τρίτο Ράιχ. Ο άντρας έχει κινηματογραφηθεί με το ζωντανό χρώμα του παρόντος ενώ δουλεύει με ιστορικές ασπρόμαυρες μπομπίνες φιλμ. Όπως τα γράμματα του φίλου μου στις φωτογραφίες, ο χαρακτήρας είναι βυθισμένος σε δύο ιστορίες και δύο χρονικές στιγμές: το τώρα και το πολύ παλιά.

Στο δεύτερο κομμάτι επανεμφανίζεται ο ίδιος άντρας, αλλά τα παλιά χακί ρούχα του έχουν αντικατασταθεί από πιο καινούρια και καθημερινά. Γύρο από το λαιμό του είναι τυλιγμένο ένα παλαιστινιακό μαντήλι, το οποίο είναι ταυτόχρονα ένα διεθνές αξεσουάρ μόδας και σύμβολο της παλαιστινιακής εξέγερσης ενάντια στην ισραηλινή κατοχή της Δυτικής Όχθης και της Λωρίδας της Γάζας. Παρά την ενδυματολογική του αλλαγή, ο άνδρας πάλι δουλεύει μόνος σε ένα σκοτεινιασμένο κινηματογραφικό εργαστήριο: παρακολουθώντας τις σκηνές, καθαρίζοντας μια κάμερα, κάνοντας μοντάζ, βλέποντας τα αποτελέσματα. Όπως τα ρούχα του, οι πολεμικές σκηνές έχουν μεταμορφωθεί. Το ασπρόμαυρο άνθισε μετατρεπόμενο σε ζωντανό χρώμα, οι σκηνές από το Δεύτερο Παγκόσμιο Πόλεμο αντικαταστάθηκαν από σκηνές του Πολέμου στο Ιράκ. Ο εξοπλισμός του μεταμορφώθηκε μαγικά σε κομπιούτερ, μια φορητή τηλεοπτική κάμερα και στιλπνές αστραφτερές οθόνες στην θέση του τσαλακωμένου σεντονιού. Το μοντάζ περιλαμβάνει μια νέου είδους χειρωνακτική εργασία: το άγγιγμα του πληκτρολόγιου και του ποντικιού αντί για το φιλμ. Αυτά τα ταξίδια στο χρόνο έχουν επίδραση στον τρόπο που τεκμηριώνεται ο πόλεμος. Αντί να αιχμαλωτίζει μια ομάδα αλεξιπτωτιστών που επιτίθεται σε χιονισμένες κορφές – ή ακόμα και αμμοθύελλες – η κάμερα κινείται μέσα σε ένα στενό χώρο, που φαίνεται να είναι ένα εγκαταλελειμμένο σπίτι. Η προηγούμενη πανοραμική ματιά έχει αντικατασταθεί από μια πιο μύχια, αν όχι από ένα κλειστοφοβικό βλέμμα. Η κάμερα δεν είναι πια ένα εργαλείο αλλά μια προέκταση του σώματος, αν όχι ο βολβός του ματιού. Αντί να καταγράψει ένα γραφικό φυσικό περιβάλλον, η κάμερα ερευνά τον οικιακό χώρο, εξετάζοντας προσεκτικά τα δωμάτια όπως ένας ντετέκτιβ, μόνο και μόνο για να ανακαλύψει ένα περίεργο υγρό λεκέ στο πάτωμα και έναν αμερικάνο στρατιώτη σε μια γωνία. Υπάρχει μια επίμονη λήψη μέσα από τα κάγκελα ενός παραθύρου – ίσως για να πυροβοληθεί ο αντίπαλος – αλλά έξω στο δρόμο στέκεται μόνο ένα ταξί και ένα μπουλούκι από κατσίκες και πολίτες. Υπάρχουν κι άλλες λήψεις, πολύ πιο μακρινές και όμως τηλεσκοπικά λεπτομερείς, οι οποίες αιχμαλωτίζουν ρουκέτες και σφαίρες που χτυπούν διάφορους αρχιτεκτονικούς στόχους στο Τικρίτ και τη Μπάσρα. Κάθε φορά που χτυπιόνται οι μιναρέδες ενός τζαμιού, η σύγκρουση παράγει σύννεφα σκόνης από τούβλα. Σα μικρά αλλά ισχυρά μέτωπα καταιγίδας, αυτά τα σύννεφα εκρήγνυνται και μετά εξατμίζονται σιγά-σιγά, παίρνοντας μαζί τους κομμάτια ιστορίας και ελπίδας. Και, φυσικά, ανθρώπινες ζωές. Μακάρι το αμέσως τώρα να συνέβαινε τόσο παλιά.

Τα ταξίδια του Τσιβόπουλου στο χρόνο έχουν κάποιες περίεργες συνέπειες. Ως θεατές, παρακολουθούμε έναν άνδρα που έχει κινηματογραφηθεί να παρακολουθεί φιλμ, τα οποία πάλι έχουν γίνει από άλλα μάτια και τα έχουν δει πολύ περισσότερα. Ο Τσιβόπουλος δεν προσφέρει μόνο μια ιστορία κινηματογράφησης, μοντάζ και προβολής πολεμικών σκηνών, αλλά και μια ιστορία παρακολούθησης του πολέμου μέσα από αυτά που άλλοι έχουν δει και μέσα από τον τρόπο που τα έχουν δει: από τον κάμεραμαν, στο μοντέρ, στους θεατές. Αυτή η συλλογική ηδονοβλεψία καλύπτει δεκαετίες – από το 1940 μέχρι σήμερα – αλλά η εξελικτική γραμμικότητα του χρόνου συσκοτίζεται. Ενώ αναφέρεται σε ιδιαίτερα συγκεκριμένες στιγμές της ιστορίας – όπως αυτή που αντιπροσωπεύει η Arriflex 35 – ο Τσιβόπουλος συγχωνεύει τόσες πολλές ιστορικές αναφορές που δεν είναι ξεκάθαρο πότε – και που – διαδραματίζεται το φιλμ του. Στο Δεύτερο Παγκόσμιο Πόλεμο, στο Ιράκ, στο κινηματογραφικό εργαστήριο ή μπροστά στα μάτια μας; Σ’ αυτά τα ταξίδια στο χρόνο, η τροχιά δεν είναι ένα διάνυσμα αλλά μια σπείρα, που αναδιπλώνεται στον εαυτό της. Για να δημιουργήσει αυτή τη χρονική σπείρα, ο Τσιβόπουλος συνδυάζει τις τεχνικές της επανάληψης και της διαφοράς. Για παράδειγμα, το πρώτο και το δεύτερο μέρος δεν είναι μόνο ιστορικές αναδιατάξεις του πολεμικού κινηματογραφικού εργαστηρίου, αλλά και αμοιβαίες αναδιατάξεις των δύο μερών, γιατί ο άντρας κάνει ακριβώς την ίδια δουλειά στην οποία μόλις πριν ήμασταν μάρτυρες. Η επανάληψη των χειρονομιών του δημιουργεί, την ίδια στιγμή, την εντύπωση του ξεπερασμένου. Παρά το γεγονός ότι το δεύτερο μέρος είναι σύγχρονο – κάθε στοιχείο ανήκει στο παρόν μας (το χρώμα, η τεχνολογία του φιλμ, η ενδυμασία, ο πόλεμος) – η συνέχεια αρχίζει να μοιάζει παλαιότερη από το ασπρόμαυρο κινηματογραφικό γύρισμα. Ένα άλλο παράδειγμα εδράζεται στην μουσική, η οποία δεν αλλάζει από το πρώτο στο δεύτερο μέρος. Δεν υπάρχει ακουστική ιστορική μετατόπιση, αφού ο Τσιβόπουλος παρουσιάζει το πολεμικό κινηματογραφικό τράβηγμα από το Δεύτερο Παγκόσμιο Πόλεμο και το Ιράκ ως βουβές ταινίες. Το μουσικό μοτίβο – μια ορχηστική επαναλαμβανόμενη μελωδία – δημιουργεί την εντύπωση της συνέχειας μαζί με την επανεμφάνιση του ίδιου ηθοποιού και την επανάληψη των χειρονομιών του. Η επανάληψη δηλώνει τη χρονικότητα μιας ιστορίας που αυτοεπαναλαμβάνεται, πάλι και πάλι. Φυσικά, η τεχνολογία, οι μόδες και τα πεδία μάχης αλλάζουν από το πρώτο στο δεύτερο μέρος. Όμως αυτές οι αλλαγές αρχίζουν να μοιάζουν με τεχνητούς τρόπους, που απλά δημιουργούν την εντύπωση του περάσματος του χρόνου. Σκηνικά που καταλαμβάνουν χώρο και κρατάνε για δεκαετίες.

Εμβαπτίζοντας διαφορετικούς χρόνους μέσα στην ίδια επίμονη πλοκή, ο Τσιβόπουλος υπογραμμίζει την αφηγηματική δύναμη της κινηματογραφημένης εικόνας, από το κινηματογραφικό υλικό του Δευτέρου Παγκοσμίου Πολέμου στο αντίστοιχο του Ιράκ, από την Arriflex στο παλαιστινιακό μαντήλι. Αυτές οι κινηματογραφημένες σκηνές δεν τεκμηριώνουν μόνο την Ιστορία, αλλά μπορούν επίσης να καθοδηγήσουν μια άλλη ιστορία. Δεν είναι παθητικά τεκμήρια που επαναλαμβάνουν πειθήνια το παρελθόν, αλλά ενεργητικοί παίκτες που μπορούν να δημιουργήσουν μια εντελώς διαφορετική διήγηση. Σ’ αυτή τη σπείρα του χρόνου, οι κυκλικές πτυχές κρατάνε τους σπόρους νέων ιστοριών. Πράγματι, τα δύο σετ πολεμικού κινηματογραφικού τραβήγματος λειτουργούν σχεδόν σαν ηθοποιοί, που έχουν την ικανότητα να παράγουν μια άλλη πραγματικότητα – ταυτόχρονα συνδεδεμένη με αλλά και διαχωρισμένη από αυτό που πραγματικά απαθανατίστηκε στο φιλμ. Σαν ηθοποιοί, τα κοστούμια τους είναι συγκεκριμένα, αλλά οι ατάκες τους επινοούνται από τους θεατές. Όπως στις επιστολικές φωτογραφίες, το ασπρόμαυρο κινηματογραφικό υλικό αλληλεπιδρά με το άμεσο οπτικό του περιβάλλον. Δεν είναι πια απλά ένα φιλμ για τη στρατηγική επίθεση αλεξιπτωτιστών σε κάποιο διεκδικούμενο έδαφος κατά το Δεύτερο Παγκόσμιο Πόλεμο. Μοιάζει να περικλείει κάποια μυστικά τα οποία ο άντρας προσπαθεί να ανακαλύψει μοντάροντας το φιλμ. Ίσως ψάχνει τον πατέρα του; Μια στρατηγική για να διασχίσει τα βουνά; Ή για να τους επιτεθεί ξανά; Ακόμα και τα γυρίσματα από το Ιράκ, παρόλο που είναι σύγχρονα, αναμειγνύονται με το περιβάλλον τους. Ίσως ο άντρας είναι δημοσιογράφος που τον καταδιώκουν οι ανταποκρίσεις του στο Ιράκ; Ένας επιθεωρητής ανθρωπίνων δικαιωμάτων που ψάχνει για κακομεταχειρίσεις; Ή ένας φανατικός χριστιανός που του αρέσει να βλέπει επιθέσεις σε τζαμιά; Από μόνη της η διαδικασία του μοντάζ – που συγχωνεύει διαφορετικές εικόνες και χρόνους – παράγει ατελείωτες αφηγήσεις καθώς κάθε θεατής προσπαθεί να λύσει το παζλ τού γιατί αυτά τα κομμάτια έχουν μπει μαζί. Είναι ένας γρίφος που φαίνεται ίδιος, αλλά καθένας βρίσκει μια άλλη απάντηση.

Φυσικά, η ανάγκη να δημιουργήσει κανείς μια αφήγηση μέσα από εικόνες δεν προκαλεί έκπληξη στην εποχή μας, εποχή των θεαμάτων. Μόλις περίπου πριν έναν αιώνα, το φιλμ έδωσε στην εικόνα μια πρωτοφανή αυτονομία ως αφηγητή. Η εικόνα από μόνη της μπορεί να προάγει την αφήγηση, χωρίς τη βοήθεια διαλόγου, είτε γραπτού είτε προφορικού. Όταν ο δολοφόνος σημαδεύει με όπλο το θύμα του, δε χρειάζεται να πει: «Τώρα θα σε πυροβολήσω». Μία σκηνή του δακτύλου του να πατά τη σκανδάλη και της τραυματικής έκφρασης του θύματός του, είναι πολύ πιο αποτελεσματική για να περάσει το μήνυμα. Πράγματι, στο βασίλειο του φιλμ, η γλώσσα αποδεικνύεται εμπόδιο. Ενώ εξαλείφοντας τη γλώσσα, το φιλμ έχει συμπιέσει και συμπυκνώσει ριζικά το χρόνο. Μέσα από το μοντάζ, ένα φιλμ μπορεί εύκολα να χωρέσει αιώνες μέσα σε ενενήντα μόνο λεπτά (η δουλειά του Τσιβόπουλου χώρεσε εξήντα ολόκληρα χρόνια μέσα σε δέκα λεπτά). Ακόμα και το πιο σύντομο γεγονός – για παράδειγμα ένας άντρας που ανεβαίνει μία σκάλα – έχει μονταριστεί στην πιο σύντομη δυνατή διάρκεια. Δε βλέπουμε τον άντρα να ανεβαίνει τις σκάλες από κάτω μέχρι πάνω, τον βλέπουμε να πατά το πρώτο σκαλοπάτι μόνο και μόνο για να συναντηθεί με μία γυναίκα που ανοίγει την πόρτα στο χτύπημά του. Μέσα από τον κυρίαρχο ρόλο του μοντάζ, η συντομότερη σκηνή – ακόμα και ένα φωτογραφικό στιγμιότυπο – δεν είναι ένα απόσπασμα αλλά παραπέμπει σε μια ολόκληρη ιστορία. Σε τελευταία ανάλυση, κάθε εικόνα – κινηματογραφημένη ή φωτογραφημένη – είναι πάντα ήδη αποσπασμένη από την προέλευσή της. Ένας νομάς με εμφανές παρελθόν, η εικόνα είναι προορισμένη να πει τη δική της αφήγηση μέσα από άλλους χρόνους και τόπους.

Η Jennifer Allen είναι κριτικός και ζει στο Βερολίνο

A Picture Worth Thousands of Words

I've been getting some curious letters in the post. They are from a friend who has peculiar taste in stationery. Instead of using paper, he writes on the back of fading black and white photographs. These are not heirlooms, dislodged from his family album, but finds he has collected from flea markets. Given their diminutive size, one would be hard-pressed to call them letters. The messages are more reminiscent of memoranda, quickly scrawled on a post-it note, if not SMS texts. "Call you soon." "Meet next week?" "Back from Istanbul." He always writes in pencil, as if pen would damage the photograph or unsettle its resting place in history. Yet pencil, however evanescent, tends to make his perfunctory greetings function as captions. The black and white image matches the grey writing – the fleeting snapshot, the evanescence of the pencil lead – as if the picture and the message came from the same time. I begin to wait for the phone call from the women laughing on a picnic blanket and wonder what has taken them so long. I look forward to meeting the man on the wide steps where he is standing, holding his hat to his chest. The family members sunning themselves on a beach finally return from their vacation in Istanbul. Although the photographs are only a writing support, they give the letters another history, another temporality. The instantaneity of the moment feels like right now and so very long ago.

There's a similar fascination for archival images – and a similar clash of temporalities – in Stephanos Tsivopoulos oeuvre. His most recent work Untitled (In Plato's Cave), 2008, is a film that fuses archival footage with a contemporary shoot; black and white with living colour. The lone male character appears to be one of H.G. Wells's time travellers, although he is traveling through cinematic history, as both technician and viewer. It's the history of editing and watching filmed war coverage – a history that jumps from WWII to our present wars. In the first part, the man is dressed in a uniform-like khaki outfit and views Russian and German footage from the 1940s. The most striking reel is the first, which captures a flock of parachutists landing on snow-topped mountains. The floating men look more like danty dandelion seeds, carried by the wind; the black and white film underscores the blinding whiteness of the snow and the unlikelihood a bountiful harvest from this crop of bellicose seeds. The man cleans a camera lens, edits a strip of film and watches the results on a screen, which is actually a sheet draped carelessly on the wall; the scenes move across another white landscape of sleepy creases and folds. Like the footage, the tools – the camera, the tripod, the magazines, the editing table, the spotlights and the portable film projector – all date from the 1940s. After borrowing the equipment from Berlin's Filmmuseum, Tsivopoulos carefully reconstructed the studio of Geyer Berlin, a cinema post-production lab that was converted into the main lab used by the Nazi Propaganda Ministry. Indeed, the camera – an original Arriflex 35– was developed especially for war reportage and the ensuing propaganda films that would be screened in cinemas across the Third Reich. The man has been filmed in the living colour of the present, although he works with historical black and white film reels. Like the photograph letters, the character is immersed in two histories and temporalities: right now and so very long ago.

In the second part, the very same man reappears, but his vintage khaki outfit has been replaced by more modern casual wear. Around his neck is wrapped an Intifada headscarf, which is both a global fashion accessory and a symbol of the Palestinian uprising against the Israeli occupation of the West Bank and the Gaza Strip. Despite his wardrobe change, the man still labours alone inside a darkened film lab: viewing footage, cleaning a camera, editing, watching the results. Like his clothing, the war footage has gone through a metamorphosis. Black and white has blossomed into living colour; the WWII scenes have been replaced with scenes from the Iraq War. His equipment has magically metamorphosed into a computer, a portable television camera and sleek glowing monitors instead of a creased sheet. Editing involves a new type of handwork: touching the keyboard and the mouse instead of the film pellicle. These time travels have also had an impact on the way that war is documented. Instead capturing a flock of parachutists descend upon snowy peaks – or even desert storms – the camera moves through the cramped interior of what appears to be an abandoned home. The old panoramic view has been replaced by a more intimate, if not claustrophobic gaze. The camera is no longer a tool but rather an extension of the body, if not an eyeball. Instead of panning a scenic natural setting, the camera searches through the domestic space, scrutinizing the rooms like a detective, only to find a strange liquid stain on the floor and an American soldier in a corner. There's a persistant view through a window grate – perhaps for enemy fire – but there's only a taxi and a huddle of goats and civilians lingering on the street outside. There are other views – much further away and yet telescopically-detailed – which capture missiles and bullets hitting various architectural targets at Tikrit and Basra. Every time the minarets of a mosque are hit, the impact produces clouds of brick dust. Like small yet powerful storm fronts, these clouds erupt instantly and then slowly evaporate, taking pieces of history and hope with them. And, of course, human lives. If only right now could be so very long ago.

Tsivopoulos's time travels produce some odd effects. As viewers, we watch a man who has been filmed watching films which have been made by still other sets of eyes and seen by many more. Tsivopoulos offers not only a history of filming, editing and screening war footage but also a history of looking at war through what other people have seen and how they have seen it: from the camera man to the editor to the spectators. This collective voyeurism spans across decades – from the 1940s to the present – yet the progressive linearity of time is blurred. While referring to extremely specific moments in history – like the Arriflex 35 – Tsivopoulos fuses so many historical references together that it's unclear when – and where – his film takes place. In WWII, in Irak, in the film lab or in front of our eyes? In these time travels, the trajectory is not a vector but rather a spiral, folding back on itself. To create this temporal spiral, Tsivopoulos combines the techniques of repetition and difference. For example, the first part and the second part are not only historical re-enactments of war film labs but also re-enactments of each other, precisely because the man performs the very same tasks we have just witnessed. The repetition of his gestures creates the impression of instant obsolescence. Despite the contemporaneity of the second part – every element belongs to our present (the colour, the film technology, the wardrobe, the war) – the sequel starts to look older than the black and white footage. Another example lies in the soundtrack, which does not change from the first to the second part; there is no audible historical shift since Tsivopoulos presents the war footage from WWII and Irak as silent movies. The soundtrack – an instrumental echoing melody – creates an impression of continuity along with the reappearance of the same actor and the repetition of his gestures. The echo manifests the temporality of a history that repeats itself, again and again. Of course, the technology, the fashions and the battlefields change from the first part to the second part. Yet these changes start to look like artificial ways of merely producing the effect of the passage of time. Like props that take up space but hold decades.

By embedding different temporalities within the same stubborn storyline, Tsivopoulos underscores the narrative power of the filmed image, from the WWII footage to the Iraq footage, from the Arriflex camera to the Intifada scarf. These filmed scenes not only document history but also can drive another story; they are not passive documents that obediently repeat the past but active players that can create an entirely different tale. In that spiral of time, the circular folds hold the seeds of new stories. Indeed, the two sets of war footage function almost like actors, who have the ability to produce another reality – at once linked to and distinct from what was actually captured on the pellicle. As actors, their costumes are fixed but their lines are made up by the spectators. Like the epistolary photographs, the black and white footage interacts with its immediate visual surroundings. It's no longer just a film about a strategic attack by parachutists near a contested territory in WWII; it seems to hold some secret that the man is trying to discover by editing the film. Perhaps he's looking for his father? A strategy for crossing the mountains? Or attacking them again? Even the footage from Irak, despite its contemporaneity, mixes with its surroundings. Perhaps the man is a journalist haunted by reporting in Irak? A human rights official looking for abuses? Or a Christian fanatic who likes to watch attacks on mosques? The editing process alone – fusing different images and times – produces endless narratives as each viewer tries to solve the puzzle of why these pieces have been put together. It's a puzzle looks the same; yet each person finds a new solution.

Of course, the drive to create narrative through images is not surprising in our era of spectacles. Just over a century ago, film gave the image an unprecedented autonomy as a storyteller. The image alone can move a narrative forward, without the help of dialogue, whether written or spoken. When the murderer holds a gun to his victim, there is no need for him to say: "I am going to shoot you now." Footage of his finger pulling the trigger and his victim's traumatic expression are much more effective in getting the message across. Indeed, in the realm of film, language proves to be a hindrance. While eliminating language, film has radically compressed and condensed time. Through editing, a film can easily fit centuries into a mere ninety minutes (Tsivopoulos's work fits a good sixty years into ten minutes). Even the shortest events – for example, a man walking up a staircase – have been edited down to the briefest durations. We don't see the man walking up the stairs from the bottom to the top; we see him take the first step, only to be met by a woman opening a door upstairs to his knock. Through the prevalence of editing, the shortest scene – even the still photograph – is not a fragment but evokes an entire story. Ultimately, every image – filmed or photographed – is always already dislodged from its origins. A nomad with a visible past, the image is destined to tell its own narrative through other times and places.

Jennifer Allen is a critic living in Berlin
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